lezione 4: 14 nov. LABORATORIO. l’OROLOGIO

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Tempo libero per l'integrazione dei disabili

Messaggio  Angela Gemma Petrellese il Lun Nov 23, 2009 2:39 pm

Mi ha colpito tantissimo questo video inserito dalla docente...è stato molto interessante e mi ha fatto riflettere...sull'importanza che l'associazione ATLHA dà alle persone disabili,a quante attività siano offerte,al valido contributo che ragazzi della nostra età danno a questa associazione come volontari ma anche alle mille esperienze che questi disabili si ritrovano a vivere(VIAGGI)e che accrescono la loro voglia di vivere e di integrazione.

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Messaggio  cimmelli mariangela il Lun Nov 23, 2009 6:47 pm

scandire la mia giornata in questo periodo mi è molto difficile. fino all'anno scorso non avevo un minuto di tempo da dedicare a me stessa, lavoravo dalle 9:00 alle 19:00, corsa a casa, cena e, distrutta, approfittavo di quelle due preziose ore serali per preparare gli esami universitari. oggi tutto è cambiato: mi sono sposata e non lavoro più. inoltre...sono incinta! più che scandire la giornata in ore sarebbe più consono alla mia attuale situazione scandire i mesi in fasi. nei primi 3 mesi di gravidanza non ero io a decidere cosa e quando fare ma le mie nausee, poi ho cominciato a sentirmi meglio e a riprendere in mano la situazione, imparare a gestire una casa "fermandomi prima di stancarmi" per usare le parole del mio ginecologo. spero che a breve sarò anche io in grado di scandire la mia giornata in maniera più regolare. ma intanto mi sento fortunatissima e a volte arrivo a credere che nessuno sia, in questo momento, più felice di me: la mia condizione di staticità, il mio sentirmi in pausa, il mio evitare i luoghi affollati e i mezzi pubblici sono dettati dalla condizione più bella del mondo: l'attesa di mia figlia!
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Messaggio  ilaria arena il Mar Nov 24, 2009 10:35 am

se dovessi pensare ad una mia giornata tipo avrei bisogno che le lancette si muovessero più lentamente rispetto al normale, poichè il tempo non sembra mai abbastanza e sono sempre di corsa. Mi risulta, per questo motivo molto difficile immaginare un disabile al mio posto.
Da subito le prime difficoltà le incontrerebbe nello scendere dal mio palazzo; abito all' ottavo piano e l'ascensore ha un ingresso alquanto angusto, senza trascurare tutte le volte che si guasta.
Inoltre pur avendo la metropolitana a due passi, bisogna fare delle scale per raggiungerla, aggirare l'ostacolo significherebbe fare un giro enorme e faticoso.Raggiungere l'università autonomamente sarebbe impossibile, anche un semplice giro al centro sarebbe problematico sulla base delle numerose barriere architettoniche purtroppo diffuse in questa città.
Purtroppo il soggetto disabile, di fronte a questi ostacoli è costretto a plasmare la sua vita, la sua quotidianità, in virtù della sua condizione, quando poi dovrebbe essere il contrario. Tante volte quindi, mi capita di riflettere sulla grande forza d'animo che queste persone hanno, non solo nell'accettare con dignità la loro condizione di diversità ma anche nel combattere e nel reagire a tutte queste difficoltà che la società riserva loro.

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... orologio ...

Messaggio  buompane giuseppina il Mar Nov 24, 2009 8:28 pm

La mia giornata inizia al mattino verso le 7.00-7.30 dipende dagli orari in cui devo stare all'università. Ovviamente una volta sveglia faccio le mie cose ,mi lavo,mi vesto faccio colazione e in genere vado all'universita con delle mie amiche che mi passano a prendere con l'auto,altrimenti devo farmi accompagnare alla stazione da un mio familiare per prendere il treno, che poi seguirà la metro, la funiculare e 10minuti a piedi per <corso Vittorio Emanuele, per poi arrivare all'università.
buona parte della giornata la trascorro all'università tra corsi da seguire, pausa pranzo, aula studio, e di nuovo corsi , si ritorna a casa veso le 17.00 -17.30 .
Arrivo al casa e mi svago navigando su internet, studiacchiando o meglio organizzando gli appunti, a volte quando non sono troppo stanca esco con qualche amica/o per fare una passeggiata , poi ceno , guardo un pò di tv e massimo alle 23.00 si va a dormire. Due volte a settimana di sera alle20.00 vado in palestra con le mie amiche e pratico Fit boxe, è un modo per scaricarmi da una giornata di stress e di impegni,per evadere e divertirmi in un'altra attività che non sia legata all'università Smile
Ovviamente mi rendo conto delle reali difficoltà che un disabile incontra in un agiornata come la mia,a partire già dal mattino nel sbrigare le sue cose personali ha sicuramente bisogno di aiuto e non solo anche per recarsi all'università ,la difficoltà sarà minore se andrà con l'auto ,ma se dovrà prendere il treno, si troverà difronte a mille difficoltà... e una volta arrivato in facoltà...avrà una sfilza di cose che nn potrà fare normalmente....come faccio io...e seguirà così per tutto il resto della giornata. Anche quello di andare in palestra che per me è uno svago come ho già detto prima , per una persona disabile sarebbe difficoltoso se non impossibile.......questo è davvero ingiusto e difficile da sopportare come idea.....

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Re: lezione 4: 14 nov. LABORATORIO. l’OROLOGIO

Messaggio  lucia aversano il Mar Nov 24, 2009 9:29 pm

Se un disabile dovesse compiere le mie stesse azioni non credo sarebbe in grado di riuscirci in forma autonoma.
Salire le scale, prendere un pullman o una funicolare..azioni che per me appaiono "normali" e automatiche non lo sarebbero per qualcun'altro. Se mi fermo a riflettere su questo penso che a volte mi lamento a causa dei ritmi troppo frenetici che conduco o per altri futili motivi, ma i veri problemi sono altri nella vita e dovrei invece ringraziare ogni giorno, perchè ho la possibilità di vivere una vita normale.

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lezione 5- l'orologio

Messaggio  maria rosaria il Mar Nov 24, 2009 11:03 pm

A volte penso ke le persone disabili siano persone scontente della vita,proprio perkè mi rendo conto di quante difficoltà incontrano nello specifico durante tutta la giornata.Poi però ci sono delle testimonianze forti ke mi fanno capire quanto conti un sostegno esterno a far si ke queste persone reagiscano e vivano magari molto più serenamente di noi normodotati.Non mi riferisco solo ad aiuti psicologici,ma soprattutto concreti e materiali(da parte delle istituzioni in primis), in modo tale ke queste persone disabili possano svolgere appieno le loro attività giornaliere e sentirsi integrati nel contesto sociale.

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La mia giornata tipo

Messaggio  iole pastore il Mar Nov 24, 2009 11:46 pm

Mi sveglio alle 7,00, faccio colazione, mi lavo , mi vesto e raggiungo lo stazionamento dei pullman a piedi.
arrivo alla metropolitana circa alle 8,30, successivamente prendo la funicolare a piazza Vanvitelli e raggiungo finalmente l'università. seguo le lezioni e mi fermo solo per un breve spuntino alle 13, 30.
verso le 15,30 finisco di seguire le lezioni e faccio lo stesso tragitto del mattino (funicolare/metropolitana e pullmann) per tornare a casa. verso le 18,00 vado in palestra con la macchina dove seguo le lezioni di danza e pilates che mi aiutano a scaricare lo stress accumulato durante la giornata. Alle 20,30 di solito torno a casa ceno e vado a letto.

Questa è la mia giornata tipo.

Credo che il laboratorio di sabato abbia sensibilizzato tutte noi sulle difficoltà che incontra un disabile durante la giornata. personalmente vedendo i video proposti dalla docente durante la lezione mi sono sentita abbastanza superficiale in quanto spesso mi lamento per i ritmi frenetici delle mie giornate non rendendomi conto che le azioni che svolgo durante il giorno sarebbero impossibili per una persona con disabilità.

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Re: lezione 4: 14 nov. LABORATORIO. l’OROLOGIO

Messaggio  valeria.lettieri il Mer Nov 25, 2009 7:47 pm

salve.... la mia giornata in riferimento a qesto periodo in cui ho cominciato il tirocinio.
07.00 : sveglia e doccia, prendo la macchina e mi reco in Via Duomo per svolgere il tirocinio.
13.30 : riprendo l'auto e vado all'univ. raggiungo il bar e mangio qualcosa..scappo in aula per seguire i corsi
17.30 : ritorno a casa e resto qui
solitamente verso le 20.30 vado a lavoro ma questo non tutti i gioni, e mi ci reco sempre con l'auto e finisco verso le 04.00 del mattino...dopodiche ritorno a casa e mi metto a letto..
il compito assegnatoci dalla prof. è quello di immedesimarci in un disabie paraplegico e solo al pensiero mi viene l'ansia...
inanzitutto perche in qualsiasi parte io vada utilizzo la macchina e senza quella sarei praticamente persa, ma dovendo adeguarmi penso sia davvero impossibie... inanzitutto per raggiungere Via Duomo da dove abito io e cioe (Pozzuoli) è molto difficile, dovrei dapprima prendere la metropolitana, ma nn so se essa sia attrezzata alle mie eventuali problematiche e poi arrivare a Piazza Cavour, fare tutta la discesa di Via Duomo a piedi, e questo sarebbe impossibile in quanto i marciapiedi sono estremamete stretti e le auto sono parcheggiate ovunque; ma arrivata alla scuola nn avrei difficolta a salire al quarto piano (la classe cui sono stata assegnata si trova li) perchè c'è l'ascensore..
alle 13 dovrei dinuovo spostarmi con i mezzi per andare all'univ. ma questa volta prendere un pulman, cosa impossibile visto che non tutti sono accessibili... all'università nn avrei difficoltà perchè tutte le aule sono facilmete raggiungibili ma non potrei andare al bar a mangiare, visto che per salire ci sono le scale...
il discorso sarebbe lo stesso per ritornare a casa, ma questa volta prenderei prima la funicolare e poi la cumana....
al lavoro non potrei mai andarci, sia perche esso non è assolutamente un posto facile da raggiungere sia perche l'orario in cui finisco non mi permetterebbe di ritornare a casa qualura ci fossero dei mezzi di trasporto in quella fascia d'orario...
penso che la mia vita sarebbe non dura, ma impossibile e davvero non saprei come fare.

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lezione 5 l'orologio

Messaggio  michelalenzone il Mer Nov 25, 2009 8:12 pm

salve a tutti,
la mia giornata tipo e':
mi sveglio verso le ore 07:00 faccio la doccia e la colazione verso le 7:30 prendo la macchina o il treno e mi reco all'universita' per seguire i corsi o per svolgere il tirocinio dopodiche' verso le ore 15:00 torno di corsa a casa, sempre con l'auto o con il treno, per rinfrescarmi un po', salgo le scale perche' a casa mia nn c'e' l'ascensore edopo aver mangiato qualcosa mi reco alle ore 15:30 al lavoro dove mi aspetta una dura mezza giornata all'inpiedi cercando di accantentare le clienti del negozio dove lavoro.
alle ore 21:10 torno a casa con l'auto mangio qualcosa e mi faccio una doccia e se ho voglia di uscire con le mie amiche prendo la macchina e ci rechiamo in qualche caffe' o lacale, oppure dopo una giornata cosi' a volte non ho voglia di fare nulla ma solo di andare a dormire.
Pensando ad un disabile paraplegico, quasi mi viene da piangere perche' si incontrano tanti ostacoli ecco tante barriere, per noi che non abbiamo i loro problemi, figuriamoci queste persone cosa devono affrontare ogni giorno mille difficolta' perche' nel nostro paese non c'e' molto e non fanno molto per queste persone, perche' gia' dalla mattina dovrebbero essere aiutati a vestirsi a prendere un'auto a lavarsi a prendere un treno o un pulmann quindi a volte noi ci lamentiamo per nulla ma grazie a questi video proposti dalla docente si puo' capire davvero quali sono le difficolta' e dobbiamo e possiamo aiutare queste persone a superare queste barriere, tutti noi possiamo farcela perche' l'unione fa la forza.

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orologio- riflessioni

Messaggio  Gabriella Fioretti il Gio Nov 26, 2009 12:06 am

Questa sera ho ripensato a tutte le cose che ho fatto dalle 5,30 del mattino, ora in cui è suonata la sveglia, fino ad adesso.
Miglia di cose, vita frenetica, corri corri a destra e manca tra lavoro , scuola , figli , casa e quanto di più.. tutte cose che una persona diversamente abile non avrebbe potuto fare a causa delle numerose barriere archittettoniche. Per i disabili il tempo è un tempo a "dimensione speciale" : questa è una cosa bella da capire: adesso sappiamo di quanta fortuna siamo investiti e come ci dobbiamo adoperare per rendere migliore la vita delle persone che stanno male.
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Re: lezione 4: 14 nov. LABORATORIO. l’OROLOGIO

Messaggio  lupoli erminia il Gio Nov 26, 2009 12:31 am

la mia giornata penso che sia simile a tutte le altre storie che ho già avuto modo di leggere. io sono mamma e posso dire che la mia giornata è fatta di 24 ore piene, senza attimi di respiri. a volte mi chiedo come mi sentirei se avessi una menomazione o una disabilità in generale...se effettivamente riuscirei mai a portare avanti tutte le mie commissioni.è davvero ammirevole vedere queste persone, di come impostano le loro giornate, e come autonomamente riescono a accudire anche i figli.

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Re: lezione 4: 14 nov. LABORATORIO. l’OROLOGIO

Messaggio  lupoli erminia il Gio Nov 26, 2009 12:33 am

Teresa Schettini ha scritto:La mia giornata ruota intorno ai miei due bambini ... e penso:
come una disabile vive la maternità?
A volte, c'è l'impossibilità per una persona diversamente abile di portare avanti una gravidanza. Sia per i medicinali che assume, sia per la menomazione fisica. Altre volte, invece, ci sono persone diversamente abili (esempio postumi di polio) che scegliendo la maternità sono costrette alla sedia a rotelle. Allora mi chiedo, come fanno???
cara teresa, ho appena posto lo stesso dilemma nel forum...effettivamente anche io, essendo mamma mi pongo la stessa domanda! davvero ammirevole

lupoli erminia

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Re: lezione 4: 14 nov. LABORATORIO. l’OROLOGIO

Messaggio  Napolitano Maria Angela il Gio Nov 26, 2009 1:07 am

La mia giornata comincia alle 6:45 quando suona la sveglia: mi alzo faccio la doccia e mi vesto. Esco prendo la macchina per andare in facoltà. Arrivata all universita salgo le scale e mi reco nell'aula assegnata,dopo aver seguito i corsi scendo le scale o prendo l'ascensore e vado alla macchina. Tornata a casa mi dedico a fare la mamma ,aiuto i bambini a svolgere i compiti di scuola e dopo accompagnarli in palestra.La sera mi sento stanca guardo un po di tv e poi a letto.Vedendo i video ripenso a quanto sono fortunata ad essere una persona normale ma ringrazio Dio di avermi dato soprattutto dei figli normali,mentre il diversamente abile riuscirebbe a fare poche cose che io faccio ma hanno una grande voglia di vivere .

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angela.iannone Ieri a 19:01

Messaggio  Admin il Gio Nov 26, 2009 11:32 am

L'orologio...
angela.iannone Ieri a 19:01

.La mia gioranata inizia intorno alle ore 7:00 mi alzo, faccio colazione, poi una bella doccia, mi vesto e scendo per andare all'università. Per arrivare ci metto un bel po di tempo, prendo il pulman, poi la metropolitana, e ancora la funicolare. Arrivata in facoltà vado in aula a seguire i miei corsi,poi pranzo e seguo anche il pomeriggio... finiti i miei corsi torno a casa facendo sempre lo stesso percorso con i mezzi pubblici. Quando arrivo a casa accendo il pc, mi rilasso un po, ascolto musica, o passo del tempo al telefono con le mie amiche, poi ceno e se la giornata non è stata tropo pesante esco a fare un giro. Quando torno non mi resta che andare a dormire.
La mia giornata è abbastanza piena e vado sempre di fretta... un disabile sicuramente troverebbe mille difficoltà, la prima sarebbe scendere, visto che abito in un palazzo al terzo piano,senza ascensore e senza scale adeguate, poi prendere pulman, metropolitana e funicolare; prendere i mezzi pubblici sappiamo che è difficile anche per noi normodotati perchè sempre affollatissimi, figuriamoci per una persona disabile; forse in facoltà le cose sarebbero più semplici grazie all'aiuto di volontari e di attrezzature adeguate... Penso che un disabile sia davvero in difficoltà nella nostra società, ci sono barriere architettoniche ovunque!
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lab. orologio

Messaggio  pacini anna il Gio Nov 26, 2009 12:39 pm

salve, volevo ritornare sul laboratorio dell'orologio.
ho letto le diverse scanzioni spazio temporali che tante di noi hanno dato...............chiara e' l'impossibilita' per un disabile di fare le stesse cose che tutti noi facciamo.
gli ostacoli sono ovunque!!!!!!!!!!. E allora potremmo chiederci come un disabile svolge la giornata.potremmo pensare: si isola in casa?!
certo alcuni fanno anche questo, evitando al minimo i contatti con l'esterno. Ma gli altri?
Tanti altri si "ARRANGIANO".
Voglio portare il caso di Concetta una ragazza costretta sulla sedie a rotelle, che vive da sola, in un palazzo senza ascenzore.Concetta e' troppo energica per decidere di non uscire, ma ha escogitato delle strategie per farlo: con la sedie a rotelle arriva fino alle scale, poi non so bene come faccia, riesce a sedersi a terra e con una coperta scende tutte le scale, poi aiutata da una vicina sale sulla carrozzella a motore che e' giu' al piano terra e finalmente inizia la sua passeggiate per le vie della citta'......ne trova tanti altri di ostacoli, ma concetta non vuole rinunciare a vivere la sua normalita'.

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La mia giornata e quella del me disabile...

Messaggio  Giuliana Pianura il Gio Nov 26, 2009 7:24 pm

- Mi sveglio alle ore: 6.45 e sistemo il letto, faccio colazione e doccia. La prima difficoltà si presenterebbe per queste due semplicissime azioni quotidiane, per l'assenza di servizi igienici, di porte e vani adeguati e per l'assenza di una cucina accessibile a un disabile.
- Vado a piedi alla metro e prendo il treno, poi l'autobus per arrivare all'Università. Dalla mia casa non si può uscire se non attraverso le scale e percorrendo un tratto di sterrato che il Comune non intende pavimentare: con la sedia a rotelle sarebbe davvero difficile accedere alla strada principale e, una volta arrivati ad essa, il marciapiede del ponte da percorrere è piuttosto stretto: non sono sicura che riuscirei a percorlerlo.. Il binario e il treno stesso non prevedono accessi e passaggi per i disabili, quindi da sola non riuscirei mai ad usufruirne e, arrivata a Mergellina, utilizzerei la discesina apposita, ma poi non saprei come salire sull'autobus. A ciò si aggiungono le difficoltà straordinarie: lavori in corso, buche nei marciapiedi, sampietrini più o meno danneggiati, automobili parcheggiate sul marciapiede e ostacoli di altro genere (immondizia, negozi e bar che occupano più o meno abusivamente il suolo pubblico, ecc.)
- All'università: cambio più volte aula e vado almeno due volte al bar (anche per pranzare). Per quanto il personale dell'ateneo sia dotato di strumenti e buona volontà per aiutare gli alunni disabili, se fossi tale, di sicuro non riuscirei a sfrecciare da un piano all'altro e da un edificio all'altro come siamo costrette a fare per riuscire a conciliare tutti gli impegni che si susseguono in una mattinata universitaria. Nei momenti di pausa, al bar mi sposterei con estrema difficoltà (è spesso molto affollato) e la cassa, il bancone e i tavolini sono accessibili solo a chi cammina su due gambe. Il fatto stesso di dover attendere che qualcuno mi aiuti per passare da un piano all'altro, mi renderebbe non autonomo e mi farebbe diventare meno capace di gestire i miei tempi e arrivare puntuale. Se avessi voglia di andare in bagno, non potrei utilizzare quello del 1° piano, del 2° piano, del 4° piano, del 5° piano. Al 6° non ci sono, quelli del 3° non li ricordo. Sono sicura che esistano bagni per i disabili, ma non so dove siano, e non sono sicura che ne esistano ad ogni piano.
- Torno a casa con l'autobus e la metro e poi a piedi. Le difficoltà sono come quelle dell'andata.
- Lavoro: a casa oppure devo recarmi presso la sede di uno dei committenti (in genere con l'auto o con metro e autobus, a seconda di dove si trovano). Ecco comparire anche il problema logistico, in questo caso è quello dell'automobile. Dovrò sperare che nessuno abbia occupato il posto riservato, a patto che mi sia potuta permettere una automobile con i pedali manuali e le caratteristiche che si adattano alla mia diversa abilità.
- Ceno a casa e vado a dormire

....ho commentato in rosso la rilettura della mia scaletta alla luce dell'invito a riconsiderarla dal punto di vista di un disabile....
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Lezione 4, lab.l'orologio: la mia giornata

Messaggio  Ilaria Mellone il Gio Nov 26, 2009 8:51 pm

Ciao a tutti...In aula la prof.ci ha fatto disegnare un orologio personale, nel quale ad ogni ora, bisognava scrivere le varie attività che di solito facciamo quotidianamente.Poi ci ha fatto riflettere, attraverso una discussione collettiva,quale difficoltà avrebbe trovato un sogetto paraplegico,se avesse dovuto svolgere delle attività simili alle nostre...Ed è così, con un pò di immedesimazione e una sorta di paragone, ho potuto riflettere su tante cose...La mia giornata tipo è questa: la mattina mi sveglio alle 8:00, mi lavo e vesto,poi faccio colazione, prendo l'auto e vado a scuola dove insegno.Faccio le varia attività con gli alunni,alle 13:30 pranziamo, poi alle 16:00 prendo l'auto e o torno a casa,o vado all'università per qualche corso,o vado a fare qualche commissione.Poi ceno verso le 21:00 e o esco con amici,oppure vedo la tv a casa.Sicuramente avendo l'auto sono più agevolata rispetto ad altri, per effettuare i vari spostamenti...Se volessi soffermarmi solo a riflettere sulla struttura della mia scuola,già ci sarebbero grosse difficoltà per un soggetto paraplegico...L'edificio è composto da 3piani, senza ascensore,e senza ausili per disabili...Quindi una persona paraplegica troverebbe sicuramente difficoltà per spostarsi nel suo interno...Siamo veramente tanto fortunati!!!Spesso mi capita di lamentarmi per svariate cose,o per eseguire correndo avanti e indietro le diverse attività, o anche per le situazioni poco piacevoli che possono accadere nella vita di ogni giovane... Crying or Very sad E invece bisogna pensare a persone con problematiche veramente gravi, per rendersi conto che noi siamo fortunati..Parlandone poco tempo fa con un amico,lui mi ha detto una cosa da brivido che mi ha fatto riflettere e pensare anche alla lezione fatta in aula.Ad una mia lamentela, mi ha risposto:"pensa solo che tu la mattina ti alzi,vai a lavoro,e fai le tue cose autonomamente,con le tue gambe...ci sono invece persone che al mattino si alzano, e desidererebbero avere 2 gambe...Se ci pensiamo...é proprio così... Surprised
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Re: lezione 4: 14 nov. LABORATORIO. l’OROLOGIO

Messaggio  Fava Maria il Gio Nov 26, 2009 9:23 pm

dopo aver paragonato la mia giornata a quella di una prsona disabile,il primo stato d'animo che ho provato è stato quello di profonda tristezza.cioè mi sono resa conto della difficoltà quadruplicata per loro,nel compiere ogni minimo gesto e mi sono subito sentita una stupida,perchè molte volte mi lamento perchè magari,il treno porta ritardo o perchè perdo la metro...è importante riflettere su queste cose,perchè ci si rende conto di quanto si è fortunati!e si impara ad apprezzare la vita a partirè dalle piccole cose Very Happy

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La mia giornata

Messaggio  ida d'alterio il Gio Nov 26, 2009 9:35 pm

La mia giornata inizia lle 7:30 in quanto mi alzo, faccio colazione,mi vesto e vado all'universita quando ci sono i corsi altrimenti vado a lavoro in un centro commerciale.Quando vado all'uni prendo non solo la macchina ma anche la metropolitana e la funiculare.Una volta arrivata seguo le lezioni,quando posso vado al bar sopra per prendere un caffè con amiche.Nel ritornare a casa rifaccio lo stesso tratto ,quando riesco ritorno a casa per pranzo ,quando devo lavorare un panino al volo,infatti il mio pomeriggio si compensa con lo studio e con il lavoro.Quando finalmente arriva la sera mangio qualcosa a casa e se riesco esco con amici e con il mio ragazzo.Se penso a quello che faccio durante la mia gg mi rendo conto di quanto sia per me faticosa e credo che lo sia ancora di piu per un disabile il quale nn potrebbe fare tutte queste cose se nn con l'aiuto e l'assistenza di mezzi e persone.Infatti incontrerebbe difficolta un po ovunque :per i mezzi di ,per le strade che nn hanno una loro regolarita,e per i servizi che nn sono presenti ovunque per loro.In sintesi vorrei solo dire che purtroppo le barriere architettoniche permangono sempre nella quotidianieta impedendo a tali persone di esprimere anche dei banali movimenti.

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l'orologio

Messaggio  teresa di domenico il Gio Nov 26, 2009 9:53 pm

la mia giornata inizia alle 6:00
mi alzo,faccio colazione,mi lavo,aiuto mia madre a fare delle faccende domestiche poichè lei lavora,mi vesto e scendo per andare all'università verso le 8:00 /9:00,per arrivare prendo pulman o macchina,metro e funiculare ,seguo i corsi e se posso mi svago con le mi compagne con una pausa caffè,se non devo restare per dei corsi pomeridiani torno a casa (stesso percorso) pranzo intorno le 13.30.il mio pomeriggio lo occupo Surprised studiando ,o lavorando,o con amiche.la sera ceno e se posso esco con il mio ragazzo o con i miei amici oppure se sono stremata resto a casa e verso le 10.30 / 11.00 vado a letto !!!!

riflettendo ad ogni passaggio della mia giornata ho pensato quante barrire architettoniche vi sono per un disabile,e le ho trovate in primis nella mia stessa casa ,visto che essa è strutturata su 2 piani, e sarebbe al quanto difficile salire e scendere le scale come faccio io!!!poi i mezzi pubblici,che per quanto possono offrire delle attrezzature non possono mai essere efficiente rispetto i nostri bisogni,del tipo tutte le corse he faccio per prendere in tempo una metro ,una funiculare,per non parlare della nostra università che composta da piani su piani...e le ascensori sono sempre occupate o affollate...ed il bar ubicato su una altezza inaccessibile.Anchre il mio lavoro risulterebbe difficile e quindi concludo col dire che le azioni che per noi sono semplice e automatiche sonoimpraticabili per un disabile,quindi per loro ci vogliono piu servizi e mezzi di sussistenza.

teresa di domenico

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Re: lezione 4: 14 nov. LABORATORIO. l’OROLOGIO

Messaggio  adrianarosa il Gio Nov 26, 2009 10:42 pm

Allooooora :
mi sveglio alle 7, mi lavo e mi vesto, faccio colazione e vado all'università con il mio fidato motorino.
Seguo i corsi del giorno, pausa pranzo e dopo ancora i corsi.Ovviamente per spostarmi all'interno dell'università utilizzo le scale. Finito di seguire torno a casa con il motorino e poi studio o sto al pc o esco,il pomeriggio con il motorino, la sera con la macchina.
Esaminando la mia giornata dal punto di vista di un diversamente abile credo che incontrerei notevoli difficoltà.A cominciare da casa mia che è a 3 piani, quindi dovremmo ristrutturarla completamente.
Per raggiungere l'università dovrei essere accompagnata in auto, perchè sarebbe impossibile raggiungere la metro, a causa del tipo di strada. Stesso all'università ci sarebbero poi altri problemi, poca autonomia nel salire e scendere i primi piani e impossibilità, credo, per raggiungere le aule ai vincenziani o il bar. Stessi problemi per il ritorno a casa.
Ciao!

adrianarosa

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Messaggio  Ester Battaglia il Ven Nov 27, 2009 1:23 am

Sono una mamma di due bambini, per cui la mia giornata è sempre intensa, s a questo si aggiungono i corsi universitari e la preparazione per gli esami diventa davvero frenetica , ma nonostante tutto mi ritengo fortunata al cospetto di tante persone che vorrebbero fare di più, ma che purtroppo sono impedite dalla loro disabilità.

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Messaggio  martinoanna il Ven Nov 27, 2009 11:46 am

ciao sono Anna. Io convivo con mia madre che è una disabile e tutti i giorni mi trovo a compiere azioni a fare cose che lei non può fare. Tutta la mia famiglia cerca di alleviare le sue sofferenze fisiche e psicologiche, ma forse non sempre ci riusciamo. Fortunatamente abitiamo nel Centro Direzionale di Napoli dove qualcosa per quanto riguarda le barriere architettoniche è stato fatto, per cui mia madre può uscire dal proprio palazzo con faciltà e può passeggiare un pò per il centro, entrare nei negozi e andare in chiesa. Sicuramente non è sufficiente, ma penso che sia più fortunata nella sua "sfortuna" di molte alte persone.

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Messaggio  michelalenzone il Ven Nov 27, 2009 1:14 pm

salve
mi sveglio la mattina alle 7.30 e prendo il treno per andare all' università, verso le13.30 ritorno a casa poi alle 16.00vado a lavoro poi la sera ritorno a casa e alle 21.30 esco con le mie amiche per svagarmi.questa è la mia tipica giornata.Ovviamente per me risulta facile fare tutto ciò mentre per una persona disabile risulterebbe difficile farlo,poichè nella nostra società ci sono delle barriere che impediscono a queste persone di muoversi liberamente nella società.

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la mia giornata

Messaggio  Maria Ciccarelli il Ven Nov 27, 2009 3:46 pm

la mia giornata,come quella della maggioranza delle persone intervenute,è fatta di tante azioni,tanti spostamenti,per cui ogni mia azione quotidiana potrebbe risultare difficile, o addirittura impossibile, per una persona diversamente abile. Da quando abbiamo affrontato questo problema in aula,ho imparato a riflettere sull'importanza di ogni semplice gesto,di ogni piccolo movimento. In questi giorni,inoltre,ho pensato che sarebbe interessante educare i bambini al rispetto delle diversità,proponendo loro attività come queste, che possano condurli alla riflessione e soprattutto al confronto con gli altri.

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Re: lezione 4: 14 nov. LABORATORIO. l’OROLOGIO

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