lezione 4: 14 nov. LABORATORIO. l’OROLOGIO

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orologio

Messaggio  teresa avella il Mar Dic 01, 2009 12:25 am

più di 6 ore al giorno le passo sui mezzi di trasporto che coprono una tratta di per se mal collegata e che presentano difficoltà (di ubicazione, manutenzione,tecniche..) anche per i normodotati. Altri 80 minuti della mia vita li passo camminando-correndo da una parte all'altra delle città senza la macchina....abito in un palzzo in salita e al terzo piano, senza ascensore...fortunatamente quasi vicino al centro di una piccola città che però ha scelto come pavimentazione del borgo i sampietrini e la pietra lavica (che quando si bagna d'inverno con la pioggia è tutto dire). Non ho orari fissi nè una giornata tipo ma se penso di non poter fare tutto quello che faccio da sola e con le mie possibilità mi sento morire dentro.......non riesco nemmeno a immaginarlo....mi ferma prima la paura...lo sgomento....l'angoscia....

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Re: lezione 4: 14 nov. LABORATORIO. l’OROLOGIO

Messaggio  Teresa Schettini il Mar Dic 01, 2009 1:03 am

lupoli erminia ha scritto:
Teresa Schettini ha scritto:La mia giornata ruota intorno ai miei due bambini ... e penso:
come una disabile vive la maternità?
A volte, c'è l'impossibilità per una persona diversamente abile di portare avanti una gravidanza. Sia per i medicinali che assume, sia per la menomazione fisica. Altre volte, invece, ci sono persone diversamente abili (esempio postumi di polio) che scegliendo la maternità sono costrette alla sedia a rotelle. Allora mi chiedo, come fanno???
cara teresa, ho appena posto lo stesso dilemma nel forum...effettivamente anche io, essendo mamma mi pongo la stessa domanda! davvero ammirevole

L'essere donna è davvero un'avventura affascinante ed in un certo senso anche un po' controversa. Essere mamme è avere coraggio, è una sfida. Una donna diveramente abile che non può avere figli, mi chiedo, è diversa o disabile nella sua femminilità?
ed ancora: è diversa o disabile una donna normale che non può avere figli?

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Laboratorio l’ orologio - francesca tortorelli

Messaggio  Francesca Tortorelli il Mer Dic 02, 2009 11:18 pm

Ciao a tutti .
La mia giornata tipo comincia con la sveglia alle 7:00 , faccio colazione ,mi lavo , mi vesto e prendo l’auto per recarmi alla stazione. Prendo il treno , la funicolare e poi se c’è un autobus disponibile lo prendo o altrimenti devo percorre un bel tratto a piedi. Arrivata all’università dopo aver visto l’aula dove seguire prendo l’ascensore e mi reco in aula cosi fino alle 17:00. Il ritorno a casa è lo stesso. Se una persona disabile dovesse fare il mio stesso percorso troverebbe delle difficoltà a partire dal parcheggio dell’auto ma anche nella stessa stazione della cumana ,nella funicolare e nel tratto da fare a piedi dalla funicolare all’università!Grazie a questo corso ogni attimo della mia giornata penso a quanto per una persona disabile è difficile fare determinate cose che per noi sono ovvie e scontate e quanto tempo in più deve impiegare per compierle.
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Re: lezione 4: 14 nov. LABORATORIO. l’OROLOGIO

Messaggio  mirella.cavallin il Gio Dic 03, 2009 8:01 pm

nel fare questo laboratorio posso dire che se fossi stata una disabile io avrei avuto delle gravi difficoltà, anzi non avrei potuto nemmeno iscrivermi all'università perchè non avrei avuto i mezzi assistenziali per arrivare in sede.
io vengo da bn e per venire all'univ. mi devo alzare alle 5 del mattino prendere l'auto ed arrivare in stazione, pio devo prendere la metropolitana, la funiolare e fare un tratto a piedi. se non fossi stata normodotata, mi dite voi quale "accompagnatore" verrebbe a lavorare per me alle 5 del mattino? e tornare a casa per le 22. perchè è l'ora che faccio per tornare a casa!
poi ci sono tutti i mezzi di trasporto che sono inaccessibili per ovvi motivi: hanno gli scalini, non ci sono le pedane o segnali acustici ecc.
insomma la situazione è grave.
speriamo, quando saremo insegnanti, possiamo con il nostro piccolo aiuto dare una opportunità di una vita dignitosa in più per le prossime generazioni

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Messaggio  Iazzetta Annunziata il Gio Dic 10, 2009 6:58 pm

Il diversamente abile svolge la vita con molteplici difficoltà e,a volte, mi fermo a riflettere e penso quanto sia arduo avere spesso gli sguardi degli altri su di te!
Essere oggetto di compassione da parte degli altri in maniera permanente è una perdita di dignità reciproca.
L'atteggiamento pietistico nei confronti di una persona disabile significa pensare sostanzialmente in termini di "poverino" o "poverina" ed è una modalità di rendere l'altro stabilmente inferiore.
Il compianto per l'altro fa si' che il disabile senta accentuata la sua diversità!
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Messaggio  Teresa Schettini il Mer Dic 16, 2009 12:43 am

Hai ragione, Annunziata!
Non bisogna avere pietà ma insegnare loro, guidarli, alla indipendenza ed alla piena realizzazione!

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L'orologio

Messaggio  Benvenuto Tristana il Mer Dic 16, 2009 4:15 pm

Mi sveglio alle 6.30 e mi precipito in cucina (che è al piano inferiore e per arrivarci devo scendere una rampa di scale)per prendere il caffè...mi lavo:il mio bagno purtroppo è abbastanza stretto e non mi consente di muovermi troppo agevolmente.Mi preparo e finalmente esco...abito in un bosco e devo affrontare parecchie ripide salite per accedere al livello della strada.Per andare all'università prendo il bus i cui scalini sono generalmente troppo alti;inotre è quasi sempre affollato,per cui ci si sistema anche nella zona (quando c'è) riservata ai disabili.Tornando a casa dall'università mi fermo a fare spese:i grandi magazzini hanno porte grandi e automatiche,quelli piccoli no...in alcuni, i corridoi sono così stretti che io stessa,talvolta devo percorrerli di traverso.Ripensandoci,tranne che all'università,non mi è mai capitato di vedere disabili in tanti dei posti da me menzionati...scendere di casa forse sarebbe un'autentico inferno!

Benvenuto Tristana

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Re: lezione 4: 14 nov. LABORATORIO. l’OROLOGIO

Messaggio  licia papa il Lun Dic 28, 2009 12:15 am

Salve,
dopo il colloquio con Adele sono entrata più nel dettaglio nello svolgimento delle attività che accompagnano la vita quotidiana del disabile. Posso affermare a piena voce che è molto più dura e difficile di quel che credevo. Non potevo mai immaginare che la situazione fosse cosi cruda cosi come mi è stata dipinta da Adele, certo credevo che vi erano delle difficoltà oggettive ma non a questo livello. Infatti, ho riflettutO, grazie ad Adele, sulla oggettiva impossibilità per i disabili di prendere un pulman; è inamissibile, a mio avviso, che, su 10 pulman nessuno può essere utilizzato da un disabile; una vera società civile come la nostra che sancisce il diritto all'uguaglianza non può assolutamente permettere ciò. Poi che un disabile non possa recarsi al cimitero sulla tomba di un proprio familiare, nel caso di Adele la madre, penso sia davvero inammissibile; dopo anni e anni di lotta Adele ha ottenuto un accesso per lei per andare a trovare la madre. Poi l'indennità di accompagnamento che stanzia solo sui 450 euro non consente assolutamente ad una persona disabile, che deve pagarsi una badante, di vivere oggettivamente bene. Ma se lo stipendio di una badante fissa si aggira sui 10000 euro, è palese che la povera persona disabile debba sottrarre il resto dal suo stipendio, svolgento una vita di sicuro deprivata. Beh le attività svolte quotidianamente da una persona disabile sono del tutto svantaggiate e, nella maggior parte dei casi, ahimè, esse non possono essere svolte. Spero vivamente che vengano fatti passi avanti, per ora l'unica cosa che mi viene da dire è che, quello che a noi può sembrare un gesto piccolo, magari per una persona disabile è tanto e va sicuramente fatto. Se ognuno di noi facesse una minima cosa sicuramente staremmo meglio da questa angolatura e la vita di queste persone sarebbe migliore.
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Re: lezione 4: 14 nov. LABORATORIO. l’OROLOGIO

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