lezione 6 - Lab 21 nov - SAVERIO TOMMASINI POLITICA SUSSIDI FAMILIARI

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lab 21 novembre

Messaggio  MARIAGRAZIA GRIMALDI il Mar Nov 24, 2009 6:20 pm

sono daccordissimo con alessia,
è stupendo che la tecnologia possa sostituire ciò che si è "perso" o che non funziona come dovrebbe ma questa possibilità non è di tutti e mi sembra molto ingiusto...ma dov'è la stato, gli aiuti economici per i soggetti che ne hanno veramente bisogno???? ma perchè la tv non pone mai questo problema piuttosto di parlare di cavolate, ma possibile che nessuno se ne importi...che nessuno faccia niente!

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SAVERIO TOMMASINI

Messaggio  Iazzetta Annunziata il Mar Nov 24, 2009 6:39 pm

Buonasera a tutti!Voglio pubblicare alcuni tratti di una lettera di un disabile che ho letto:
Noi disabili,non di rado circondati da leggi che sembrano di specificità e correttezza impareggiabile,ma che al momento della loro applicazione,diventano strumenti quasi devastanti della nostra dignità di vita.
Noi diversamente abili,che se non avessimo l'affetto,la vicinanza,l'amore dei nostri familiari e di quelli che con abnegazione si impegnano con noi certo non sarebbe lo Stato a permetterci di condurre una vita che potesse soltanto definirsi tale.
Siamo individui che alla quotidiane difficoltà della vita devono aggiungere quella di un corpo non al top e di barriere create dalla società.
E' proprio questa,paradossalmente,"la normalità della disabilità".
Mi piacerebbe molto non vedere più la "diversità nella diversità".
Vorrei vedere,sentire,vivere non discriminato.
E tutto l'amore e l'attaccamento per la nostra vita deve quotidianamente fare i conti con gli sguardi curiosi degli altri ,il dover certificare (nel senso letterale del vocabolo)per poter vedere riconosciuti e tutelati(diciamo così) i propri diritti.
Grazie per il tempo dedicatomi,cordiali saluti.
Mi ha colpito molto e volevo condividerla con voi!
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Saverio Tommasini politica sussidi familiari

Messaggio  Ester Guarente il Mar Nov 24, 2009 7:54 pm

Salve a tutti....
il video che ho visto in classe non mi sorprende per nulla, purtroppo....vediamo nella vita di tutti i giorni come l' urbanizzazione anche recentissima non tenga conto di chi ha problemi...basta salire su un pulman o camminare su marciapiedi, si notano con faciltà assenza di salite per carrozzerre oppure quando ci sn sono ostruite da auto o secchi della nettezza urbana, e ancora ,quando li si trovano, pulman che hanno il supporto per la salita e discesa di carrozzelle ma aihmè inutili in quanto il marciapiede non è a norma!....e fra le tante vi dico l'ultima, le auto con tesserino per disabili che parcheggiano anche quando il disabile non è presente, in questo modo viene sfruttata la "comodità" da parte di un "fortunato" a scapito di chi ne ha realmente bisogno! Tutte queste denunce che ho scritto non sono per rimancare il concetto già espresso nel video ma per sottolineare come l'attenzione e il controllo in queste cose è decisamente ASSENTE!!!! Il problema qui è delle persone sicuramente ma è principalmente di che dovrebbe fare i nostri interessi..cioè Lo STATO.


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lezione 21 novembre

Messaggio  cimmelli mariangela il Mar Nov 24, 2009 8:19 pm

Essere disabili nel nostro paese rappresenta una grande e grave condizione di solitudine. Chi si occupa di diritti umani e civili negati deve mettere molto avanti nella lista delle cose che non si devono dimenticare questo problema. l'Italia è un paese civile-incivile, civile perché così crediamo di essere, incivile perché poi cosi finiamo per comportarci, un paese civile-incivile come l’Italia dedica al problema della disabilità, al problema di coloro che non sono in linea (ecco cosa è la disabilità), non sono in linea con quella che viene considerata la norma della possibilità di utilizzare la vita ed i suoi strumenti. La disabilità nel nostro paese non è la sola condizione della solitudine, ma certo è una grande e grave condizione di solitudine e chi si occupa di diritti umani, di diritti civili, di diritti di coloro ai quali questi diritti vengono negati, chi si occupa di questi diritti non può non mettere molto avanti nella lista delle cose che non si devono dimenticare ed alle quali ci si deve costantemente dedicare, il problema dei disabili.
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Lab. del 21 novembre 2009

Messaggio  MARIA SGLAVO il Mar Nov 24, 2009 8:31 pm

La legge 5 febbraio 1992, n. 104, denominata Legge quadro sull'handicap ha introdotto tutta una serie di benefici e aiuti all'integrazione sociale dei disabili, con alcune parti dedicate al problema dell'inserimento lavorativo, tra cui l'art. 33 che ha previsto specifici permessi lavorativi per i disabili e i loro familiari,da questa legge possiamo capire quanta attenzione formalmente si da alle persone portatrici di handicap ,ma dal video che ci ha mostrato la professoressa in classe posso capire che in realtà di attenzione ce n è ben poca. Dover essere soggetti che "servono " solo per promuovere un progetto per poi abbandonarli alla prima occasione è veramente un esempio di cattveria e di mancanza di rispetto assoluta per la dignità di queste persone. Shocked
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laboratorio 21 novembre 2009

Messaggio  VALENTINA GIRONDA il Mar Nov 24, 2009 9:14 pm

Mi viene una gran rabbia quando penso che alcune persone affette da una disabilità, non versando in condizioni economiche dignitose, sono destinate a vivere un handicap di tipo secondario che aggrava ulteriormente le loro condizione di vita, non potendo permettersi di autofinanziarsi una serie di supporti materiali o umani (badanti, o.s.a, o.s.s) !!allora mi chiedo: "Lo Stato dov'è????? Voi lo sapete??? affraid
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Messaggio  anna.avallone il Mar Nov 24, 2009 9:23 pm

VALENTINA GIRONDA ha scritto:Mi viene una gran rabbia quando penso che alcune persone affette da una disabilità, non versando in condizioni economiche dignitose, sono destinate a vivere un handicap di tipo secondario che aggrava ulteriormente le loro condizione di vita, non potendo permettersi di autofinanziarsi una serie di supporti materiali o umani (badanti, o.s.a, o.s.s) !!allora mi chiedo: "Lo Stato dov'è????? Voi lo sapete??? affraid
cara VALENTINA lo Stato è impegnato a ridurre le ore di sostegno ai bambini diversamente abili nelle scuole e ad aumentare il rapporto docente di sostegno/ bambini disabili....Tanto loro i figli li mandano alle scuole private, mica in queòlle statali dove di deve lottare anche solo per avere uno scivolo per disabili??????????
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Re: lezione 6 - Lab 21 nov - SAVERIO TOMMASINI POLITICA SUSSIDI FAMILIARI

Messaggio  jessica santarpino il Mar Nov 24, 2009 11:34 pm

E' stato molto interessante il video di questa lezione perchè è di fondamentale importanza ascoltare e riflettere sul punto di vista di che vive in prima persona la disabilità. L'intervista dimostra come sia tutto più difficile per un disabile: inserimento scolastico,lavoro,tempo libero,vita indipendente... Sembra che non si faccia nulla per migliorare la vita delle persone con disabilità visto che in un mondo all'avanguardia esistono ancora numerose barriere architettoniche,in un mondo dove il dio denaro viene sperperato per cose futili non vengono date adeguate pensioni e assegni di accompagnamento per migliorare la vita dei disabili...
E' molto triste tutto questo... ma purtroppo è la realtà!!!

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Re: lezione 6 - Lab 21 nov - SAVERIO TOMMASINI POLITICA SUSSIDI FAMILIARI

Messaggio  mariannacacialli il Mer Nov 25, 2009 12:10 am

Buona sera a tutti!
Dopo la lezione ho riflettuto sul fatto che noi tutti che ci apprestiamo a diventare "prima o poi" insegnanti di sostegno siamo inevitabilmente più vicini alle persone diversamente abili, vuoi per motivi di materie di studio, vuoi per esperienze sul campo (tirocinio) ma anche per una spiccata sensibilità e attenzione verso queste persone, sviluppata anche grazie a corsi ,come questo, che ci permettono di entrare in contatto con la "dura realtà" in cui viviamo.
E' vergognoso quanto succede intorno a noi e concordo con molte mie colleghe che hanno denunciato attraverso questo forum la situazione di molte cooperative sociali che non sanno cosa significa "COOPERARE", di molte insegnanti di sostegno che a noi educatrici ci confondono con le "TUTTO FARE" della situazione, di posti riservati per disabili fasulli e di disabili reali che non "hanno un posto" ecc.Vorrei dire che credo che di tutte queste cse siamo tutti sazi ma che c' è anche ogni tanto l' eccezione che confermala regola....
Proprio satmattina mi è capitato di parlare con un ragazzo al telefono che aveva decisamente problemi a d esprimersi ma che, anche se molto lentamente, è stato gentile e molto più capace di tanti altri "normodotati presuntuosi" nel darmi le informazioni di cui avevo bisogno.
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sfogo

Messaggio  claudia ciampo il Mer Nov 25, 2009 1:28 am

Il video di questo laboratorio è stato il più sconfortante visto fin ora.
La persona intervistata ha affrontato tutti gli argometi e ha messo in evidenza tutte le carenze, tutte le barriere architettoniche, sociali e culturali che si frappongono fra il disabile e la vita: la scuola, le pensioni, l'assistenza, l'atteggiamento del governo (di destra e di sinistra ke sia....come tiene a specificare), il tempo libero, il lavoro, l'indifferenza e l'ineducazione della gente....niente funziona.
Dove si và con una pensione da 257 euro? Proprio da nessuna parte. Con questo stato di cose viene proprio voglia di farla finita subito! Per noi "normodotati", ex generazione 1000 euro "a progetto", oggi anche disoccupati perchè vittime della crisi e senza nemmeno indennità di disoccupazione perchè....eravamo a progetto (anche se lavoravamo 8 ore al giorno)......MA KE CI SI PUO' ASPETTARE!!!! Non c'è nemmeno la consapevolezza della realtà in questo paese!
Scusate, non intendevo essere egoista e parlare dei fattacci miei ma fa parte tutto di una cultura o meglio, non cultura, di una mentalità che FAVORISCE L'EMARGINAZIONE delle categorie più deboli....ma allora ke cavolo abbiamo a fare la Costituzione? A questo punto, non era meglio l'anarchia?......almeno ci si dicertiva di più....oppure facevamo tutti come a Sparta, dove era la regola eliminare i più deboli.....e si evitava questo buonismo e falsità ke fa solo girare ancora di più le scatole.
Ecco perchè dopo aver visto il video ai soliti commenti del tipo:"..però c'è sempre il sorriso sui loro volti....", mi sono alterata un pò!!!!! affraid Suspect Mad

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laboratorio 21 novembre

Messaggio  Lucia D'Auria il Mer Nov 25, 2009 10:47 am

Riflessioni e approfondimenti : corpo protesico
Oggi le nuove tecnologie ci danno il potere di ridisegnare ciò che chiamiamo realtà e ci offrono premesse per ripensare seriamente la corporeità in modo diverso.
Le nuove tecnologie della comunicazione sono intorno a noi, tra di noi, e dentro di noi, prolungamenti del corpo come vere e proprie protesi, amplificatori di sensi, con cui l’uomo modifica l’ambiente adattandolo ai propri scopi.
Da sempre l’innovazione tecnologica comporta un’estensione del nostro corpo, oggi noi parliamo di mezzi di comunicazione come “estensioni protesiche” dei nostri organi di senso, dispositivi capaci di predisporre scenari straordinariamente nuovi.
Il corpo contemporaneo è un corpo bionico, un misto di tecnologia e biologia, si svuota degli organi che lo compongono e si lascia invadere dalla tecnologia, un corpo elettronicamente attrezzato, assistito da raffinati congegni e dispositivi diventa onnipresente e universale superando il limite spazio-temporale, superando i confini tra interno ed esterno, tra uomo e macchina, tra io e altro. Le nuove tecnologie rivestono una importanza fondamentale , in modo particolare permettono alle persone diversamente abili di ridisegnare la proprio vita sia a livello personale che sociale.

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LABORATORIO DEL 21 NOVEMBRE - Lezione 6

Messaggio  Cillo Nadia il Mer Nov 25, 2009 12:18 pm

"Salve" a tutti!!!
L'altra sera mi soffermai a vedere un programma interessante, trasmesso su un canale privato della mia zona, dove si parlava proprio degli importanti traguardi raggiunti, grazie alla tecnologia, in campo protesico. Alla vecchia idea di ‘protesizzare’ la persona permettendole così di ottimizzare i residui sensoriali si aggiunge oggi la concezione più moderna di ‘protesizzazione dell’ambiente’. Il crescente e rapido sviluppo delle tecnologie rende sempre più concretamente realizzabile l’idea di trasformare l’ambiente in cui vive un individuo sulla base delle sue esigenze, riducendo al minimo gli ostacoli normalmente presenti e ottimizzando tutti quegli aspetti che rendono pienamente fruibile e accessibile il contesto in cui esso è inserito.Si è parlato del ruolo delle risorse tecnologiche per favorire l' interazione costruttiva dei disabili con l’ambiente, promuovendo la qualità della loro vita.
E' stato un piacere sapere che c'è anche chi finalmente ne parla un pò, riconoscendone meritato spessore e valenza.

Cillo Nadia

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Messaggio  Antonella Cicala il Mer Nov 25, 2009 12:51 pm

… “la politica o si fa portatrice dei bisogni di tutti, riconoscendo parità di accesso e di fruizione di diritti o semplicemente non è buona politica” … ecco le parole che danno inizio al video trasmesso in aula … e dalle quali deduco che in questo nostro Paese non c’è politica !!! … Si lotta per i diritti .. si scrivono tante leggi per tutelare… si dicono belle parole…si parla di inclusione nel campo del lavoro, nell’ambito scolastico, nella società … ma dove sono queste cose nella realtà ??? non saprei… eppure la cosa più triste è sentirsi impotenti di fronte alle ingiustizie di un Sistema troppo più grande di sé …
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Messaggio  Antonella Cicala il Mer Nov 25, 2009 1:04 pm

La partecipazione a questo forum sta diventando occasione di approfondimenti, ricerche e riflessioni sempre più interessanti … Non so perché … ma sono stata incuriosita soprattutto dall’argomento: inserimento del disabile nel mondo del lavoro .. e a tal proposito son rimasta colpita dai frequenti casi di discriminazione che si verificano anche solo per la presenza di una “protesi” .
Propongo la lettura del caso di Ream Dean.

“Riam Dean: discriminata per una protesi”
Un grave fatto di cronaca dalla Gran Bretagna: Riam Dean, assunta come commessa da Abercrombie & Fitch viene retrocessa a magazziniera per colpa di una protesi al braccio. Quanto contano i canoni estetici sul lavoro?
Londra, 24 giugno 2009 - Una ragazza di 22 anni con una protesi a un braccio fa causa ad Abercrombie & Fitch per discriminazione sul posto di lavoro. La studentessa, Riam Dean, addetta alle vendite nel negozio di Savile Row, nella capitale britannica, ha deciso di portare davanti a un tribunale l’azienda statunitense - specializzata in abiti “casual luxury” - dopo essere stata “retrocessa” a lavorare nel magazzino.

L’azienda, che a novembre dovrebbe aprire anche un negozio a Milano, si difende sostenendo in un comunicato di avere una rigida “policy anti-discriminazione e anti-molestie”.

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Re: lezione 6 - Lab 21 nov - SAVERIO TOMMASINI POLITICA SUSSIDI FAMILIARI

Messaggio  Antonella Cicala il Mer Nov 25, 2009 1:19 pm

gilda cecoro ha scritto:Lui comanda e le braccia rispondono
LEGGETE QUESTO ARTICOLO
Mi ha emozionato la frase “ciò che ha vita ha tolto dal corpo, la scienza gliel’ha restituito”
Buona lettura
(grazie Gilda per questa interessante segnalazione.la docente)


Austria, impiantate nuove protesi
Ha il braccio come Terminator ma di professione fa il magazziniere. Un ex meccanico austriaco, che quattro anni fa ha perso gli arti dopo aver preso una scossa di 20mila volt, ha ottenuto un nuovo posto di lavoro e ora è tornato a guidare grazie a due protesi che è in grado di controllare e muovere con la forza del pensiero.

Christian Kandlbauer, 22 anni, faceva l’apprendista meccanico in una compagnia austriaca. Nel 2005 un incidente che lo ha colpito mentre lavorava in azienda, ha costretto Kandlbauer a farsi amputare gli arti e a sottoporsi a un’operazione per ricostruire i nervi.

Quello che la vita gli ha tolto dal corpo, la scienza gliel’ha restituito in termini di notorietà: l’ex meccanico è finito nei media di mezzo mondo per essere il primo uomo dotato di arti "intelligenti". Due protesi messe a punto dalla compagnia Otto Bock in collaborazione con un team di medici di Vienna, hanno permesso all’uomo di tornare alla normalità.
A Kandlbauer basta voler fare qualcosa: sfruttando i fasci di nervi che prima erano attaccati al braccio, riesce a muovere le braccia meccaniche come se fosse umano.
Il pensiero parte dal cervello e crea un impulso elettrico che interessa i nervi presenti nella zona dell’amputazione. Ogni impulso, raccolto da una specie di centralina all’interno della singola protesi, provoca un movimento ben preciso dell’arto. La tecnologia ha svegliato Kandlbauer dall’incubo in cui era sprofondato: a due anni dal trapianto ora riesce a fare numerose attività della vita quotidiana, ha appena ripreso la patente e guida un’auto per disabili.
Nei prossimi giorni Kandlbauer sarà a Berlino per mostrare al pubblico le potenzialità delle protesi. "Per come sono fatto io - ha raccontato al quotidiano Daily Mail - poter guidare è tutto. Posso persino bere un bicchiere di birra senza la cannuccia".

... semplicemente straordinario!!! Sono stata molto colpita da questa storia ... e di seguito volevo mostrare una foto di Christian
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corpo protesico

Messaggio  antonella martinelli il Mer Nov 25, 2009 1:23 pm

riporto questa citazione del giornalista G.Nicoletti che mi è piaciuta molto...

"ogni limite che si attribuiva alla natura oggi può essere sovrascritto,questo vale per la genetica,per le scienze in generale,ma anche per le filosofie,le visioni della vita,le ideologie,la percezione che abbiamo di noi e del nostro prossimo". E "oggi ogni uscita dalla norma è l'inizio di un progetto,ogni diversità è un arampa di lancio verso il futuro,ogni protesi è l'utensile di cui un umano si dota per riuscire ad andare oltre...."

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Re: lezione 6 - Lab 21 nov - SAVERIO TOMMASINI POLITICA SUSSIDI FAMILIARI

Messaggio  Messico Patrizia il Mer Nov 25, 2009 2:00 pm

alessia ha scritto:In aula dopo una coinvolgente discussione siamo arrivati alla conclusione che il fattore economico nel campo della disabilità riveste un'importanza fondamentale. Il denaro permette di comprare le migliori attrezzature, permette di retribuire delle badanti in caso di necessità, permette di consultare i migliori medici............
Abbiamo anche detto che una persona disabile appartenente ad una famiglia ricca o benestante è fortunato fin dalla nascita.
E secondo voi è giusto che un bambino che nasce in una famiglia povera non può avere le stesse possibilità di quel bambino che nasce in una famiglia ricca????
E' giusto che non può comprare le migliori attrezzature e supporti che gli rendano la vita meno sofferente??????
E lo Stato cosa fa? E proprio lui che dovrebbe offrire a tutti i disabili le stesse possibilità!!!!!!
Non deve esistere differenza nel capo della salute. Ma è proprio la salute che fa la differenza.
Allora è questione di fortuna????? confused

grazie alessia per aver ripreso alcune domande importanti.la docente

ciao alessia sono pienamente daccordo con te specialmente su quanto lo Stato non si interessi realmente alle persone disabili, sapere che ci sono tante tecnologie che potrebbero aiutare a vivere meglio certe persone a cui la vita ha già tolto tanto, e non poterle utilizzare per problemi economici è davvero triste e mi vergogno Mad da "normodotata" dell'indifferenza che le persone hanno verso chi ne ha più bisogno...
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lezione 6 - Lab 21 nov - SAVERIO TOMMASINI POLITICA SUSSIDI FAMILIARI

Messaggio  LauraGervasio il Mer Nov 25, 2009 2:03 pm

Repubblica: Disabili, taglio netto agli insegnanti di sostegno pioggia di ricorsi: "Torna la classe differenziale"
18-11-2009

MARIA NOVELLA DE LUCA

ROMA - Ogni ora tagliata è un salto all´indietro. Ogni insegnante che se ne va un trauma psicologico difficile da ricostruire. Come una barriera architettonica che non si riesce mai ad abbattere, perché per loro, i bambini e i ragazzi H (così la scuola ancora li definisce) la vita in Italia si è fatta davvero dura. Si chiamano Valerio, Giulia, Martina, Claudia, Adele, hanno dai 4 ai 18 anni, hanno disabilità diverse, e abitano in ogni luogo d´Italia. Da quest´anno, con i tagli della riforma Gelmini, hanno perso la metà dei loro diritti: ore di sostegno dimezzate, assistenza inesistente, accesso allo studio, di fatto, negato. Parliamo di studenti disabili, vittime del taglio degli insegnanti di sostegno, la faccia più oscura e dolorosa della scuola senza più fondi, dove spesso non c´è più nessuno che accompagni al bagno il piccolo con handicap, nessuno che lo sorvegli, e dove anche 5 o 6 alunni disabili vengono concentrati in un sola classe. Dove, denuncia Alessandra Corradi, una mamma di Verona con un bimbo di 4 anni, cieco e con una grave tetraparesi, «sono tornati gli stanzini H». «Spesso mio figlio, con la scusa di proteggerlo dalla confusione, veniva portato in una classe a parte, lui da solo, senza gli altri bambini... Vi sembra integrazione questa?». I dati dell´anno 2009/2010 segnalano un taglio di circa 500 insegnanti di sostegno con un aumento però di oltre 4000 ragazzi disabili. Questo vuol dire, spiega Giuseppe Argiolas, docente all´Istituto "Colli Vignarelli" di Sanluri, in Sardegna, «che la maggioranza dei ragazzi e dei bambini disabili che ieri avevano diritto a 18 ore di sostegno alla settimana, oggi arriva a malapena a nove». Con conseguenze spesso gravissime per le vite di studenti, che con enormi sforzi e pazienza conquistano pezzetti di autonomia e abilità. «Anche in questo istituto, da sempre all´avanguardia nell´integrazione e nel processo formativo dei giovani con disabilità, oggi c´è una prima superiore con addirittura sei ragazzi con seri handicap riuniti tutti insieme, mentre per il buon andamento della classe, per il successo sia loro che dei ragazzi normodotati non dovrebbero essere più di due. Ma qual è il disegno? Tornare alle classi differenziali?». Il risultato è una pioggia di ricorsi che si è abbattuta sui tribunali regionali di tutta Italia, da parte di famiglie che chiedono, e spesso ottengono, che per i loro figli, vengano ripristinate le ore di lezione legittime. Una battaglia di raccomandate e carte bollate, come quella che ha intrapreso Marisa Melis, mamma di Martina, che ha 14 anni, una grave malformazione cerebrale, ma una fantastica voglia di vivere e di imparare. Grazie agli sforzi fin qui fatti dalla famiglia e dagli insegnanti Martina fa equitazione, è cintura marrone di karate, partecipa ai campi Scout, legge e scrive bene, ma ha bisogno di continuo appoggio e di percorsi personalizzati. «Invece da quest´anno Martina ha il sostegno soltanto per nove ore alla settimana, contro le 18 dell´anno scorso. Ho protestato con la dirigente, con il ministero, ma non ho ottenuto niente. Se Martina non viene stimolata, seguita, ogni volta si torna indietro, ogni successo di questi bambini è figlio di sforzi enormi... Così ho deciso di fare ricorso al Tar e in questi giorni arriverà la sentenza». Storie di sfide quotidiane, vissute in silenzio, l´Italia è uno dei paesi d´Europa che destina meno risorse alla cura e allo sviluppo delle persone con handicap. Giulia Dolcetti ha 45 anni, è un´insegnante di sostegno precaria che quest´anno ha perso il posto. «Ma la vittima di questo taglio - racconta Giulia - non sono soltanto io, ma anche un bambino di 9 anni che si chiama Pietro. La sua diagnosi? Grave disturbo pervasivo dello sviluppo. Autismo. Pietro non parla, ma capisce tutto, comunica con il computer, scia e nuota come un campione. L´ho seguito per tre anni, avevamo un rapporto forte e bellissimo: oggi Pietro a scuola non ci vuole più andare. A novembre non gli è stata ancora assegnata un´insegnante di sostegno, e senza di me sembra aver perso il suo legame sia con i compagni che con lo studio... Ma che Stato è questo che punisce i più deboli?». La guerra dei ricorsi è soltanto all´inizio. E se in Sardegna una mamma passa tutta la sua giornata davanti alla scuola del figlio, affetto da autismo per "tradurre" ai prof che cosa vuol dire il ragazzo, Alessandra Corradi, mamma di un piccolo tetraplegico, spiega in poche parole cosa vuol dire disinteresse. «A mio figlio, cieco fin dalla nascita, le maestre in classe chiedevano: "La vedi quella cosa lì?". La stessa insegnate di sostegno ha confessato che per lei il mio bambino era troppo grave... Per fortuna il Comune ci ha assegnato una "lettrice", che con la musicoterapia e l´ascolto delle fiabe stimola il suo udito e le sue abilità. E quando c´è lei mio figlio cambia, sorride, non è più triste».
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Re: lezione 6 - Lab 21 nov - SAVERIO TOMMASINI POLITICA SUSSIDI FAMILIARI

Messaggio  Messico Patrizia il Mer Nov 25, 2009 3:03 pm

Dopo la visione del video, Sabato, ci siamo ritrovate a discutere su come le nuove tecnologie son diventate fondamentali nella nostra vita, ma soprattutto in quella delle persone disabili.
Infatti questi ultimi attraverso l'utilizzo di tecnologie adeguate possono cercare di migliorare la loro esistenza.
Abbiamo ascoltato la testimonianza molto forte e reale di Saverio Tommasini, il quale ci ha fatto toccare con mano quali sono le vere difficoltà per un disabile nella nostra società.
I nostri interventi spessono sono dettati da rabbia e tristezza nel vedere come alcune persone "normali" sono cattivi e si comportano da egoisti scegliendo la soluzione di non fare arrivare un'ascensore dal settimo all'ottavo piano dove vive un disabile (come da racconto di una mia collega venerdì in aula).
Prima di seguire questo corso, devo essere sincera, non notavo tante cose, per esempio, come siano non idonee le nostre strade per un paraplegico, bancomat troppo alti, il modo SBAGLIATISSIMO di parcheggiare le auto o sulla salita delle carrozzine o sui posti riservati ai disabili...è vergognoso che oggi un disabile non possa essere libero di prendere un metrò da solo o entrare nei palazzi dove non ci sono le passerelle per sedie a rotelle, perchè ancora oggi ci sono tante barriere architettoniche...
Leggendo articoli di giornali, navigando su internet sono propagandati tanti sussidi per disabili (come nel terzo video di venerdì), ma i soldi dove sono?Con una pensione minima un disabile come può permettersi un aiuto in casa, o altro?!
Se magari queste tecnologie fossero meno costose o diventassero alla portata di tutti e non solo dei più "fortunati" (in campo economico) porebbe essere già un passo in avanti...Perchè la persone si interessano del problea solo quando ci colpisce da vicino?
Comunque la "speranza è l'ultima a morire" e spero che al più presto qualcosa possa realmente cambiare in positivo per le persone disabili.
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Re: lezione 6 - Lab 21 nov - SAVERIO TOMMASINI POLITICA SUSSIDI FAMILIARI

Messaggio  ILARIA BARATTO il Mer Nov 25, 2009 5:13 pm

....Infatti, a mio avviso dovrebbero esisterci delle convenzioni per coloro che fanno parte di una fascia economica disagiata.....proprio da consentire a queste persone di arginare un po' le difficoltà...partendo proprio da uno svantaggio fisico....che sicuramente compromette tra le tante cose anche i rapporti umani!
In questi giorni, seguendo anche il corso.....è come se fossi maggiormente predisposta alla ricerca di materiale inerente il mondo della diversità..........!!!
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Re: lezione 6 - Lab 21 nov - SAVERIO TOMMASINI POLITICA SUSSIDI FAMILIARI

Messaggio  Manuela Mattera il Mer Nov 25, 2009 6:01 pm

Antonella Cicala ha scritto:La partecipazione a questo forum sta diventando occasione di approfondimenti, ricerche e riflessioni sempre più interessanti … Non so perché … ma sono stata incuriosita soprattutto dall’argomento: inserimento del disabile nel mondo del lavoro .. e a tal proposito son rimasta colpita dai frequenti casi di discriminazione che si verificano anche solo per la presenza di una “protesi” .
Propongo la lettura del caso di Ream Dean.

“Riam Dean: discriminata per una protesi”
Un grave fatto di cronaca dalla Gran Bretagna: Riam Dean, assunta come commessa da Abercrombie & Fitch viene retrocessa a magazziniera per colpa di una protesi al braccio. Quanto contano i canoni estetici sul lavoro?
Londra, 24 giugno 2009 - Una ragazza di 22 anni con una protesi a un braccio fa causa ad Abercrombie & Fitch per discriminazione sul posto di lavoro. La studentessa, Riam Dean, addetta alle vendite nel negozio di Savile Row, nella capitale britannica, ha deciso di portare davanti a un tribunale l’azienda statunitense - specializzata in abiti “casual luxury” - dopo essere stata “retrocessa” a lavorare nel magazzino.

L’azienda, che a novembre dovrebbe aprire anche un negozio a Milano, si difende sostenendo in un comunicato di avere una rigida “policy anti-discriminazione e anti-molestie”.

Non c'è nulla da fare.....hai voglia a parlare di integrazione......ma ci vorrà ancora molto tempo affinchè TUTTI i diversamente abili siano realmente integrati....ma soprattutto accettati dall'intera società!!....purtroppo l'ignoranza è dura a morire!!
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Manuela Mattera

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Re: lezione 6 - Lab 21 nov - SAVERIO TOMMASINI POLITICA SUSSIDI FAMILIARI

Messaggio  rosa cera il Mer Nov 25, 2009 6:46 pm

Ho letto gli interventi delle colleghe su Christian Kandlbauer e Riam Dean, volevo dire che queste storie ci fanno riflettere seriamente su problemi che i disabili incontrano (come essere discriminati sul posto di lavoro) e gli eccellenti risultati che la tecnologia moderna garantisce (nel caso delle braccia meccaniche di Christian).
Grazie ragazze per averle inserite in questa discussione! Very Happy

rosa cera

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Re: lezione 6 - Lab 21 nov - SAVERIO TOMMASINI POLITICA SUSSIDI FAMILIARI

Messaggio  valeria.lettieri il Mer Nov 25, 2009 6:47 pm

L'INTERVISTA FATTA DA SAVERIO TOMMASI AD ALESSIO PANCANI MI HA LASCIATA DAVVERO SENZA PAROLE...
PER QUANTO RIGUARDA L'INTEGRAZION SCOLASTICA SONO PIENAMENTE DACCORDO CON QUANTO AFFERMATO, IN QUANTO SONO CONVINTA CHE NONOSTANTE I PASSI DA LEONE FATTI, SIAMO ANCORA MOLTO INDIETRO... DALLA MIA PERSONALE ESPERIENZA, AVUTA DURANTE IL TIROCINIO, SVOLTO NEL MESE DI MAGGIO POSSO CONFERMARE QUANTO DETTO DA ALESSIO, PERCHE NELLA CLASSE DOVE SOSO STATA ASSEGNATA IL RAGAZZO DIVRSAMENTE ABILE, NONOSTANTRE AVESSE UN LIEVE RITARDO MENTALE, LAVORAVA DA SOLO; LA DOCENTE DI SOSTEGNO LO PORTAVA IN UN ALTRA AULA E L'INTERAZIONE CON I COMPAGNI ERA DAVVERO MOLTO L'IMITATA, LA STESSA DOCENTE DI CLASSE NN LO COINVOLGEVA ABBASTANZA E IL RAGAZZO LAVORAVA SOLO CON LA DOCENTE DI SOSTEGNO...
SULL PROBLEMATICA DEL LAVORO PENSO SIA DAVVERO UNA PRESA IN GIRO SIA PER IL MANCATO E ADEGUATO CONTROLLO DA PARTE DI ENTI SUPERIORI, SIA SUL ASSEGNIAZIONE DI COMPITI NN I DONEI... E QUESTA è VERAMENTE UNA COSA MOLTO BRUTTA.
PER LA PENSIONE NON C'è BISOGNO DI COMMENTARE, IN QUANTO SI INTERPRETA DA SOLA..CON 250 EURO ALMESE NN SI PUO FARE PRATICAMENTE NULLA E QUINDI PENSO CHE IL MIO INTERVENTO RELATIVO ALLA LEZIONE SULLA DOMOTICA E SULLE TECNOLOGIE SIA GIUSTO, NEL MOMENTO IN CUI DICO CHE ESSE SONO SI UN PASSO AVANTI, MA ACCESSIBILI SOLO A COLORO CHE HANNO ADEGUATI MEZZI FINANZIARI, AL CONTRARIO COME CI SI PUO PERMETTERSI TALI ATTREZZATURE? IMPOSSIBILE, SONO RIVOLOTE SOLO AD UNA FASCIA LIMITATA DI PERSONE... AI PIù "FORTUNATI" SE COSI SI POSSONO DEFINIRE!
PENSO CHE TUTTO QUESTO SI DAVVERO MOLTO TRISTE, MA MI DOMANDO... A CHI DOBBIAMO DARE LA COLPA? è POSSIBILE CHE A PAGARE SIANO SEMPRE I PIù DEBOLI?

valeria.lettieri

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Re: lezione 6 - Lab 21 nov - SAVERIO TOMMASINI POLITICA SUSSIDI FAMILIARI

Messaggio  giusys il Mer Nov 25, 2009 6:56 pm

alessia ha scritto:In aula dopo una coinvolgente discussione siamo arrivati alla conclusione che il fattore economico nel campo della disabilità riveste un'importanza fondamentale. Il denaro permette di comprare le migliori attrezzature, permette di retribuire delle badanti in caso di necessità, permette di consultare i migliori medici............
Abbiamo anche detto che una persona disabile appartenente ad una famiglia ricca o benestante è fortunato fin dalla nascita.
E secondo voi è giusto che un bambino che nasce in una famiglia povera non può avere le stesse possibilità di quel bambino che nasce in una famiglia ricca????
E' giusto che non può comprare le migliori attrezzature e supporti che gli rendano la vita meno sofferente??????
E lo Stato cosa fa? E proprio lui che dovrebbe offrire a tutti i disabili le stesse possibilità!!!!!!
Non deve esistere differenza nel capo della salute. Ma è proprio la salute che fa la differenza.
Allora è questione di fortuna????? confused

grazie alessia per aver ripreso alcune domande importanti.la docente

Purtroppo è così, e non solo...vorrei riportare una storia accadutami poco tempo fa durante una mia supplenza. In questa scuola c'erano degli ausili informatici ( questa era la prima scuola in cui ne vedevo, c'è da dire che non è da tanto che insegno ): tastiera espansa,mouse e trackball, joystick..Spinta dalla curiosità chiedo all'insegnante di sostegno di mostrarmeli e spiegarmene l'uso.
Dopo il maestro mi dice che la scuola chiede all' ASL determinati tipi di ausili e loro ogni volta, dato gli elevati costi, scelgono quelli che costano di meno,ma non sanno che non possiedono tutte le caratteristiche richieste. Quindi magari quel mouse poteva non essere usato dal bambino H di quella scuola. Questa storia vuole solo essere uno dei tanti esempi dell'interessamento verso i disabili dello Stato italiano.

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kezione 6

Messaggio  elenaamendola il Mer Nov 25, 2009 6:59 pm

Ho svolto qualche ricerca ed ho scoperto che esistono tre tipi di pensioni:
- pensione inabilità per una disabilità al 100% (tra i 18 e i 65 anni)
- pensione invalidità per una disabilità tra il 75% ed il 99% (tra i 18 e i 65 anni)
- pensione di frequenza per tutti coloro che sono al di sotto dei 18 anni.
A questa pensione si aggiunge quella di accompagnamento (se si hanno le caratteristiche per ottenerla, ovviamente).
le due pensioni insieme arrivano ad un totale di circa 720 euro che dovrebbero aiutare la famiglia a sostenere il disabile, a morte dei genitori (purtroppo non sono eterni), in caso il disabile non sia sposato ecc. ottiene la reversibilità della pensione del genitore (reversione totale) oltre alle suddette pensioni di disabilità.
Una cosa strana che ho scoperto è che i non vedenti prendono una pensione di accompagnamento doppia (755,71 contro i 472,04 degli altri), ma non ho ancora capito il perchè. confused Per maggiori informazioni vi allego il sito dell'inps: http://www.inps.it/home/default.asp?ItemDir=4774 -
Vorrei aggiungere qualche commento personale dicendo che le spese sono moltissime e che i soldi non sono sufficienti per comprare tutte quelle tecnologie che potrebbero aiutarli. Inoltre per quel che riguarda l'accompagnamento, secondo me, dovrebbe essere dato in base al reddito di partenza della famiglia: se per esempio una persona guadagna 10.000 euro al mese ed ha un figlio con quella patologia non dovrebbe ottenere lo stesso importo del figlio del disoccupato. Ma non possiamo neanche dimenticare che lo Stato italiano non naviga in buone acque, che tanti giovani non lavorano e non pagano quelle tasse che servono anche per queste pensioni e che i disabili e le patologie, come diceva l'intervistato, sono tantissimi.
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elenaamendola

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