lezione 7 - lab. 27 novembre - SIMULAZIONE

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Messaggio  Ester Guarente il Lun Nov 30, 2009 8:13 pm

salve a tutti...
in merito alla simulazione di venerdì volevo dire che anche se non ero presente, ho vissuto quest'esperienza tempo fà, in quanto ho partecipato ad un corso di formazione per volontari per persone sordo-cieche, ed ho vissuto per poche ore le emozioni e sensazioni di persone che non sentono e non vedono...è stata un'esperienza che ti riempie da un lato (perchè in quel modo sono riuscita a capire realmente cosa sentono persone che hanno questo problema) ma dall'altro lato ho provato una sensazione negativa, mi sentivo persa e mi mancava l aria e la terra sotto i piedi....





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Re: lezione 7 - lab. 27 novembre - SIMULAZIONE

Messaggio  tonia d'orazio il Lun Nov 30, 2009 8:19 pm

lupoli erminia ha scritto:quando ho messo quella benda, non so spiegarvi davvero che cosa ho provato! la paura è stata la prima sensazione. si di non capire, da dove provenissero i rumori, cosa mi poteva capitare...mi sono sentita cosi indifesa! e poi anche l'oppressione...oppressa da essere piccola nei confronti di un mondo cosi grande...epèpure a noi è durato poco, non oso immaginare quelle persone, che aimè convivono con tutto ciò


si ermi, è proprio quello che ho provato io. paura davvero di cadere, di "muovermi" in una situazione a me sconosciuta. penso che per la prima volta nella mia vita, ho visto la "concretezza" della cecità. un bacione, a presto
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Messaggio  adelina nardella il Lun Nov 30, 2009 8:20 pm

La lezione di venerdì, è stata molto particolare, in quanto siamo atati invitati a bendarci gli occhi per circa venti minuti, ed ascoltare alcune poesie. Io non ho provato molto disagio, anzi, mi sono quasi rilassata, e concentrata sull'ascolto.Premetto, che all' età di 20anni ho avuto una malattia molto grave, che ha compromesso la mia vista, anche se con le cure adeguate sono riuscita a recuperaree a vedere abbastanza bene con l'aiuto delle lenti. Però ricordo che in quel periodo passavo molto tempo ad immaginare come sarebbe stata la mia vita se fossi diventata cieca; allora, mi bendavo e cercavo di muovermi per la casa, cosa che mi riusciva facile perchè cono scevo gli spazi e la dosposizione dei vari oggetti, ma cosa sarebbe successo se fossi stata in un luogo non conosciuto? In questi due anni di didattica aggiuntiva, ho notato, che vengono affrontati vari tipi di handicap, ma viene completamente tralasciato quello relativo ai non vedenti,allora mi chiedo se saremo in grado di aiutare un bambino non vedente,in maniera adeguata,nello svolgere il nostro lavoro di insegnanti di sostegno!

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Lezione 7 SIMULAZIONE

Messaggio  ciaramella filomena il Lun Nov 30, 2009 8:38 pm

Io scrivo
Io parlo
Io cammino
Io canto
Io chatto
e come "TE" sogno
amo e sono viva
per tutto questo GRAZIE...
L'esperienza di venerdì è stata molto significativa e a dir poco unica poichè per qualche minuto ci ha permesso di metterci nei panni dei non vedenti.La professoressa ci invitò a mettere la benda subito dopo avvertì un senso di oppressione, provai ad aprire gli occhi vidi il buio, cupo,profondo che non mi faceva percepire quel senso di infinito che si prova guardando il cielo ma il mio essere riconducibile ad un puntino tetro e scomodo. Mi sentivo schiacciata dall'oscurità e per percepire la realtà appoggiai le mani sugli occhi. Nel momento in cui la professoressa ha iniziato a leggere le poesie il mio stato d'animo cambiò,fui sollevata e mi concentrai esclusivamente sul significato di quelle parole emblematiche dei versi letti. Tolta la benda guardai il mondo che mi circondava con occhi diversi, apprezzando i miei stessi occhi!

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Messaggio  Angela Gemma Petrellese il Lun Nov 30, 2009 9:10 pm

Questa simulazione è stata molto interessante e piacevole...finalmente per la prima volta, in un corso per la didattica aggiuntiva,ci è stata data la possibilità di muoverci su qualcosa di concreto e pratico,che non fosse pura teoria riducibile a nozioni mnemoniche.Le emozioni che ho avvertito sulla mia pelle sono state disparate...durante la lettura delle poesie ho provato una sensazione di pace data dal totale silenzio in aula e mi sono emozionata per le parole toccanti dei testi;avendo gli occhi bendati sono riuscita a tradurre le parole delle poesie in immagini e colori usando parecchio l'immaginazione per non collegarle ai soliti contesti che abitualmente ci vengono in mente.Pur avendo gli occhi coperti mi sono sentita libera e non oppressa...è stata una delle poche volte in cui mi sono sentita davvero bene con me stessa,senza la paura di essere giudicata e guardata...è stata davvero un esperienza bellissima che mi ha fatto capire tante cose:il mondo degli ipovedenti è un mondo ricco di immaginazione,unicità,purezza...l'elemento negativo però è quello di poter sognare senza mai aprire gli occhi e vedere tutte le cose belle della vita!!!

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Messaggio  Claudia Conte il Lun Nov 30, 2009 9:30 pm

Provare per pochi minuti a non vedere, tenendo sugli occhi una benda, è stata un'esperienza forte, un pò angosciante perchè mi ha fatto riflettere su quanto sono fortunata ad avere la vista e vedere, e quanto non lo sono, coloro che invece non possono.
Ho sempre odiato stare al buio, persino quando vado a letto ho una lucina accesa che mi consente di vedere, qualora mi svegliassi durante la notte.Durante quei minuti al buio ho provato un senso di disorientamento ed alienazione da tutto ciò che mi stava intorno...ho ascoltato con attenzione le parole delle varie poesie lette dalla docente, ma non riuscivo a fare a meno di pensare a quando avrei finalmente potuto togliere la benda e vedere dinuovo.Essere un insegnante di sostegno richiede grandi capacità, saper essere di conforto, spronare, non lasciarsi prendere dalle proprie paure, limiti...allora mi chiedo se sarò realmente in grado di esserlo, degnamente...ma poi ciò che mi conforta è l'essere consapevole, che al di là di tutto, sono una persona che ama e sa amare gli altri (questo forse è ciò che conta di più nella vita)!

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Re: lezione 7 - lab. 27 novembre - SIMULAZIONE

Messaggio  ERIKA D'ACUNTO il Lun Nov 30, 2009 10:15 pm

La simulazione di cecità in aula è stata per me molto difficile, inizialmente ho chiuso gli occhi, li ho coperti con una sciarpa e mi sono rilassata ascoltando le poesie, ma appena la professoressa ha smesso di leggere istintivamente ho aperto gli occhi e non vedevo nulla perchè la sciarpa me lo impediva. E' stata una sensazione bruttissima avere gli occhi aperti e non vedere nulla, ho provato un forte senso di oppressione e di solitudine, ero così agitata che non ascoltavo neanche ciò che le mie colleghe stavano dicendo, ho sbirciato guardando sotto la sciarpa ma anche quel piccolo istante di luce non mi ha tranquillizzata, solo dopo aver tolto la sciarpa dagli occhi ho iniziato a sentirmi meglio, ma per tutta la giornata ho pensato molto a questa esperienza e al senso di angoscia che avevo provato.

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Messaggio  Benvenuto Tristana il Lun Nov 30, 2009 10:24 pm

Ero pregiudizialmente contraria a questa simulazione...la motivazione razionale è che una persona mediamente sensibile e con una certa capacità empatica,non avesse bisogno di SPERIMENTARE le cose per SENTIRLE...la ragione più profonda sta invece nella mia mania del controllo...non conoscendone la finalità,avevo immaginato di potermi trovare in situazioni per me poco gestibili..anni fa avevo tentato,per mia curiosità,di muovermi per casa bendata e la cosa mi aveva procurato un certo disagio...ho rispettato la consegna fino al termine,ma francamente non ero abbastanza distesa perchè mi potessi concentrare sull'ascolto in modo particolare...la poesia che mi ha colpito è "In bilico"perchè col suo ritmo ha saputo comunicarmi perfettamente il senso della vertigine...

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Messaggio  RosaGatto il Lun Nov 30, 2009 10:36 pm

Ritengo che la lezione di oggi sia stata particolarmente interessante e soprattutto commovente!!La settimana scorsa quando la professoressa ci comunico' la simulazione della settimana successiva,fui davvero molto entusiasta della notizia.Oggi quando la docente ci ha chiesto di metterci il foulard inizialmente ho provato un senso di vuoto e di spaesamento coprendomi gli occhi e vedendo solo il buio....successivamente all'ascolto delle poesie mi sono immedesimata in esse,ed a tratti mi sono anche commossa poichè ho pensato a quanto sia difficile per una persona che prima vedeva,vivere accontentandosi di vedere solo alcune ombre(ne è testimonianza il padre di un mio amico) e poi ho pensato al grande compito di alcuni genitori,che è quello di aiutare i proprio figli a renderli persone felici e serene nonostante non riescano a gioire delle cose belle della vita tramite la vista!Quando la docente ci ha invitate a toglierci il foulard ho fatto un resoconto mentale di tutto cio' che avevo immaginato...e posso dire di aver fatto davvero una bella esperienza mai provata prima

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Re: lezione 7 - lab. 27 novembre - SIMULAZIONE

Messaggio  madda.dionisio87 il Lun Nov 30, 2009 11:01 pm

Ritengo che tale lezione sia stata la più bella e la più coinvolgente. Nel momento in cui mi sono bendata ho avuto timore e paura. Premetto che una gran paura del buio e quindi il dover affrontare tale prova mi ha scossa profondamente. Subito dopo, però, mi sono rilassanda cercando il contatto delle mie amiche sedute accanto a me. Ho cominciato ad ascoltare le poesie che la professoressa ci proponeva e ho sentito dentro di me una forte emozione. In particor modo mi ha incuriosita la poesia " chiamami per nome".

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Re: lezione 7 - lab. 27 novembre - SIMULAZIONE

Messaggio  madda.dionisio87 il Lun Nov 30, 2009 11:02 pm

Ritengo che tale lezione sia stata la più bella e la più coinvolgente. Nel momento in cui mi sono bendata ho avuto timore e paura. Premetto che una gran paura del buio e quindi il dover affrontare tale prova mi ha scossa profondamente. Subito dopo, però, mi sono rilassanda cercando il contatto delle mie amiche sedute accanto a me. Ho cominciato ad ascoltare le poesie che la professoressa ci proponeva e ho sentito dentro di me una forte emozione. In particor modo mi ha incuriosita la poesia " chiamami per nome".

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BOSSAROSA

Messaggio  bossarosa il Lun Nov 30, 2009 11:05 pm

Salve a tutti...
venerdì la prof. ci ha fatto svolgere una simulazione in classe.
E' stata un esperienza che non dimenticherò mai più...è stato un momento ricco di pensieri e di emozioni. La prof. ci ha fatto bendare gli occhi e nel frattempo ci enunciava poesie scritte da soggetti non vedenti. Personalmente mi sono sentita male al sol pensiero che potessi aprire gli occhi e non vedere più. E' stata la prima volta che ho davvero capito cosa può provare un non vedente. Ho capito che gli organi sensoriali sono collegati tra di loro tanto è vero che in questi 10 minuti non solo non vedevo ma non riuscivo neanche a mettere in funzione il resto degli altri sensi. Ed inoltre mi sono chiesta io come futura insegnante di sostegno in che modo potrei aiutare un bambino affetto da questa patologia.

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IL SILENZIO:LA VOCE PROFONDA DEL MONDO

Messaggio  SCOTTO LAURA il Lun Nov 30, 2009 11:12 pm

In relazione ai video visionati in aula potrei definire il SILENZIO la voce profonda del mondo!Ci circonda a 360°; è nelle immagini, nelle espressioni dei volti, negli atteggiamenti.....a volte sopraffatti dal vortice frenetico della vita corriamo lontani alla ricerca del silenzio e non ci accorgiamo che lo abbiamo a portata di mano e ci può dare più di quanto possiamo immaginare!

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Lezione 7: simulazione

Messaggio  Ilaria Mellone il Lun Nov 30, 2009 11:42 pm

Venerdi, come forse anche altre volte in aula, mi è capitato di emozionarmi fortemente e di commuovermi....Questo corso è stato per me un qualcosa di meravigliosamente coinvolgente,emozionante e molto interessante....Nonchè costruttivo che mi ha insegnato e dato molto in ogni senso...Le poesie ascoltate in aula e poi da me rilette,mi hanno emozionato tantissimo...Sono meravigliose!!!Tristi, sotto alcuni aspetti, ma piene di sensazioni e sentimenti nobili...In aula la prof ci ha fatto bendare,siamo stati per un pò al buio...Abbiamo toccato con mano, un mare di sentimenti e stati d'animo..per un pò ci siamo messi nei panni di un cieco...poi è tornata la luce, la vita!!!Perchè per me, la luce è vita...Cosa dire...il buio totale...la mancanza di respiro...disorientamento...mi sentivo persa...Queste sono state le mie sensazioni...Quando abbiamo tolto la benda....ho respirato...AREA...Al momento della discussone con la prof.molte e diverse sono state le sensazioni raccontate...Condivido con alcune colleghe riguardo al fatto che la cecità acquisita successivamente,è sicuramente molto più sofferta di quella che si ha sin dalla nascita...Sicuramente entrambe sono sofferenze grosse, ma chi conosce il sole e poi,all'improvviso, non può più vederlo è sicuramente più traumatico di chi non ne sà nemmono dell'esistenza...Siamo veramente fortunati e gioiamo per tutto quello che abbiamo perchè è veramente tanto....Alla possima Very Happy
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lezione 7 - lab. 27 novembre - SIMULAZIONE

Messaggio  sabrina.boccia il Lun Nov 30, 2009 11:58 pm

La lezione di venerdì mi ha colpito molto ed ha suscitato in me pensieri vari,emozioni e riflessioni.
Abbiamo indossato dei foulard e la prof. Ci ha letto delle bellissime poesie.
Come ho detto in aula ho riflettuto molto sul dono della vista e di quanto sia bello vedere,guardare…
Durante la simulazione all’inizio ero tranquilla e rilassata,perché sapevo che a breve avrei tolto la benda…ma non vedevo l’ora di toglierla perché la cosa mi stava facendo agitare…
In aula c’era molto silenzio e per la prima volta ho sperimentato come potrebbe sentirsi un non vedente in modo particolare quando in un luogo c’è molta confusione e deve concentrarsi per ascoltare.
Durante la simulazione ma anche successivamente mi sono domandata tante cose…
Ma un non vedente come fa a conoscere i colori?gli animali…ma tutto insomma!
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Messaggio  cimmelli mariangela il Mar Dic 01, 2009 12:00 am

Tutti i sensi diventano più vigili per contrastare la sensazione di disorientamento e creare una nuova mappa, questa volta basata su rumori, odori e, naturalmente, sensazioni tattili.
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Re: lezione 7 - lab. 27 novembre - SIMULAZIONE

Messaggio  laura luise il Mar Dic 01, 2009 12:02 am

In questa esperienza ho provato sensazioni mai provate prima.
Quando avevo gli occhi coperti, ho avuto inizialmente mille immagini mentali che si succedevano freneticamente, fino a quando poi un silenzio tombale sceso nell' aula ha fatto si che la mia mente trovasse pace, ma di nuovo mentre la prof leggeva, immaginavo tutto quello che ascoltavo.
Mi sono resa conto che solo grazie al fatto che io fossi seduta, che conoscevo il luogo in cui mi trovavo e che ero circondata da persone di cui mi fidavo, mi ha permesso di avere un autocontrollo molto alto, tanto che cercavo di tranquillizzare la mia amica che mi sedeva accanto e mi teneva la mano.Per comunicare però, con l'altra persona al mio fianco, ho dovuto più volte toccarla perchè solo il fatto che le parlassi non mi bastava.
Nel momento in cui la prof ha chiesto di dire la nostra sulle poesie lette in aula, ho avuto la sensazione di esser completamente disinibita, però allo stesso tempo non sono riuscita ad alzare la mano e a propormi per parlare, poichè temevo che lei non mi vedesse o anche solo il fatto di dovermi alzare ed esser guidata da un'altra persona mi spapentava.
Credo di non essermi mai sentita così, prima d'ora. Avevo un bisogno tremendo di avere intorno a me silenzio, e di dover avere un contatto fisico con una persona mentre le parlavo.
Ad un certo punto ho avuto una sensazione lieve di paura, quando un nostro collega esprimedo le sue sensazioni, ha iniziato a generare panico in tutti noi. Facendo quest'esperienza ho potuto capire anche se in piccola parte, quanto sia duro perder la vista dopo averla avuta.
D'altro canto, però, credo che i non vedenti dalla nascita, abbiano un'enorme capacità di astrazione, ma non solo anche di fantasia.Credo sia straordinario il modo in cui i non vedenti riescano ad adattarsi all'ambiente attivando strategie del tutto originali che i normodotati neppure immaginano.
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Messaggio  valeriariccio il Mar Dic 01, 2009 12:07 am

Anche se per me non era la prima volta che facevo questa esperienza devo dire che ho provato delle emozioni molto forti date forse dal fatto che mi trovavo tra persone che non conoscevo, dal silenzio che si e' impadronito dell'aula e dalla voce della docente. A differenza del primo esperimento, avvenuto proprio la scorsa estate in un grande campo all'aperto e con ragazzi con cui dividevo un alloggio da qualche settimana,a lezione non so perchè ma ho sentito una strana inqiuetudine e l'unica cosa che volevo era togliermi la benda. Questo mi ha fatto capire che forse se davvero non avessi la vista non avrei la forza e il coraggio di affrontare il quotidiano,di stare tra gente sconosciuta,in posti sconosciuti. Mi e' venuto da pensare ad una ragazza cieca con cui ho seguito dei corsi lo scorso anno. Pensavo alla naturalezza con la quale qualche volta ha interagito con me e gli altri pur non vedendoci, io forse non ci sarei mai riuscita...
Una delle tante domande che ci siamo poi poste in aula è come fa a immaginare le cose che ci circondano chi non le ha mai viste??
Forse la risposta giusta è stata proprio quella di Valentina ossia solo attraverso le descrizioni e le sensazioni di chi li circonda e questa e' una cosa che l'insegnante di sosteno deve imparare a fare, imparare a guardare piu' a fondo la realta' e trasmettere le proprie sensazioni.
Tempo fa lessi un articolo che mi commosse tanto. Non ricordo se per una frana o un terremoto comunque il protagonista era un cieco e il racconto di quella notte in cui un piccolo paese ai piedi del Gran Sasso si è capovolto, immerso nel buio, e si sono trovati tutti non vedenti, non riuscivano a credere, ad afferrare, a capire quello che vedevano. Ed è stato lui a tranquillizzare la sua compagna, a dialogare con il suo cane guida, a trovare una via d’uscita, come se la sua diversità, improvvisamente, nel mondo rovesciato, fosse diventata un vantaggio. Questo signore cieco dalla nascita e' ruscito a tranquillizzare tutti e tutti in quel momento hanno visto la salvezza attraverso i suoi occhi...
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Messaggio  angelamasullo il Mar Dic 01, 2009 12:35 am

Mi era gia' capitato di vivere un'esperienza simile nel tunnel del buio dove guidata da una persona cieca venivamo invitati a capire che cosa ci potesse essere appeso alle pareti, mensole con un oggetto, mobili e cassetti, quadri, con l'olfatto capire gli odori e con l'udito suoni e rumori, infine tappa finale l'assaggio di qualcosa di commestibile da individuare. Un buio cosi' non lo avevo vissuto mai e pur avendo una forte miopia degenerativa spero di non perdere mai questo dono di cui ho ringraziato Dio sia dopo quell'esperienza che venerdi.

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Messaggio  Liguori Laura il Mar Dic 01, 2009 12:43 am

La simulazione svolta in aula mi ha colpito davvero moltissimo.Prima di iniziare la simulazione ero molto incuriosita dalla situazione che si sarebbe andata a creare.Sono state lette delle poesie che in silenzio e bendati abbiamo ascoltato tutti attentamente: Quelle che sono state maggiormente di mio gradimento e che mi hanno commosso sono state "NON" e "Chiamatemi per nome".Inizialmente ero molto tranquilla e rilassata però man mano che la simulazione continuava la mia attenzione diminuiva gradualmente e la benda che portavo sugli occhi iniziava a darmi molto fastidio e a portarmi una forte sensazione di oppressione tanto dal volerla strappare quasi via.Ma ho voluto resistere e terminare la simulazione.
Al termine di quest'ultima appena tolta la benda dagli occhi ho provato una grande sensazione di sollievo ma ho avuto per qualche minuto dei dolori alla testa e mi sembrava quasi di non vedere bene.
Questa prova sulla mia pelle,mi ha fatto capire l'importanza dei sensi e la loro capacità di compensare un ipotetico senso mancante, come nel caso della simulazione con la vista, per permettere quanto più possibile di svolgere attività e percepire l'ambiente circostante.Infatti durante la simulazione e il dibattito avvenuto in aula sempre bendati c'è stato silenzio assoluto proprio perchè abbiamo attivato maggiormente il senso dell'udito in mancanza della vista oltretutto durante il dibattito ho provato a capire da dove potessero provenire le voci e di chi potessero essere.Comunque è stata davvero una bella e significativa lezione proprio perchè provando sulla propria pelle in maniera diretta la disabilità che possiamo realmente capire gli handicap che essa comporta.
Liguori Laura
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Messaggio  teresa avella il Mar Dic 01, 2009 12:46 am

la lezione è stata molto suggestiva, un'esperienza collettiva da fare. a differenza di alcune mie amiche io non mi sono sentita oppressa, anzi, ascolatre le poesie ad occhi bendati è stato particolarmente piacevole, in particolare Non e Chiamami per nome...ma non è questo il punto, io sapevo che avrei riaperto gli occhi...ad un certo punto mi sono anche divertita perchè ho cercato di associare la voce alla persona...ma non è questo il punto, io quelle persone le avevo viste fino a pochi minuti fa...ho notato che la voce è indicativa dello stato d'animo, chi parlava al microfono variava i toni a seconda dell'emozione, imbarazzo, paura, timidezza, insicurezza..una mia compagna mi ha chiesto dov'ero, mi è sembrato sciocco perchè ero stata seduta vicino a lei per tutto il tempo, prima che si bendasse, ha cercato la mia mano..allora ho sentito sgomento, non la trovavo, non sapevo più localizzarmi spazialente...ma io riapro gli occhi... non ho bisogno di nessuno che prenda la mia mano e mi dia sicurezza perchè ci vedo.....

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Re: lezione 7 - lab. 27 novembre - SIMULAZIONE

Messaggio  AlessiaDiFraia il Mar Dic 01, 2009 12:55 am


AlessiaDiFraia ha scritto:Ieri ho vissuto una bellissima esperienza, mi sono calata per qualche minuto nei panni di una persona non-vedente ..Non è stato difficile simulare la condizione di cecità, è bastato chiudere le palpebre, coprirle con un foulard o con una sciarpa ed ecco che mi sono trovata immersa in un mondo di oscurità che mi impediva azioni che un attimo prima erano più che naturali. Inizialmente mi sono sentita spaesata, poi d’improvviso ho percepito tranquillità intorno a me e mi sono rilassata … dopo qualche secondo ho sentito la voce della professoressa pacata, dolce … stava leggendo delle poesie..ma una mi ha colpito più di tutte, tanto da farmi soffermare a riflettere, la poesia di Rebecca:

Non scrivo
Non parlo
Non cammino
Non canto
Non chatto
Ma amo
Sogno e sono viva


..“sogno” .. ho immaginato di sognare, ma poi d’improvviso il panico!!! Cosa può immaginare, sognare un cieco dalla nascita? Ma prima di tutto sogna come noi?? Queste domande mi hanno fatto riflettere, ma purtroppo non ho trovato risposta! Un semplice esperimento come questo permette di intuire quanto possa essere penalizzante tale disabilità.



Ciao alessia,
la tua domanda è molto interessante e mi ha particolarmente incuriosito!
Cercando su internet ho trovato i risultati di una ricerca che propongo a tutti qui di seguito...spero che possa dare risposta alle nostre domande!!!


Così sognano i non vedenti.

I sogni dei non vedenti sono identici ai nostri: soggetti a colori e in movimento, figure umane, paesaggi naturali. È quanto hanno scoperto i ricercatori del Laboratorio del sonno della Facoltà di Medicina dell'Università di Lisbona (www.fm.ul.pt), provando l'esistenza, nei sogni dei ciechi, degli stessi contenuti visuali di quelli dei vendenti. «Finora si riteneva che i ciechi non avessero lo stesso immaginario visuale dei vedenti durante i sogni - spiega il biofisico Helder Bértolo, responsabile dello studio -. La letteratura scientifica in materia si limita ad analisi di tipo psicologico per spiegare alcune somiglianze. La nostra ricerca, invece, grazie alla misurazione quantitativa e qualitativa dell'attività onirica, ha dimostrato che nei sogni i ciechi congeniti hanno la possibilità di visualizzare immagini senza averle mai viste. E i contenuti visuali sognati sono gli stessi dei vedenti». Un campione di 20 persone, suddiviso a metà tra ciechi dalla nascita e vedenti normali, è stato sottoposto a elettroencefalogramma (Ecg) durante il sonno per due notti consecutive. I volontari dello studio sono stati svegliati quattro volte per notte, a intervalli di un'ora e mezzo. A ogni risveglio, hanno registrato il racconto dei sogni, «generalmente avvenuti nei cinque minuti di sonno precedenti», aggiunge il ricercatore portoghese. Dall'esame comparato dei tracciati dell'Ecg durante la fase di sonno Rem, quando l'attività onirica è più intensa, sono arrivati i risultati utili alla ricerca. «Abbiamo scoperto che durante questo periodo di sonno anche nei ciechi l'onda cerebrale "alpha" si attenua - spiega Bértolo -.
L'inibizione di questo segnale è un indicatore dell'attività della corteccia visuale occipitale, la parte del cervello dove arrivano le immagini. Il comportamento dell'onda "alpha" avviene con le stesse modalità quantitative e qualitative sia nei ciechi che nei vedenti: ciò significa che durante il sonno è in corso un'attività visuale anche nei ciechi. L'attività visuale è il sogno, con gli stessi contenuti dei vedenti, ossia immagini, colori e movimenti, come risulta dalle registrazioni a ogni risveglio». Oltre al test sui tracciati Ecg, la ricerca ha utilizzato l'analisi grafica dei disegni sui sogni realizzati dai volontari al risveglio. «Prendendo ad esempio la figura umana, su 51 linee d'identificazione grafica, nei disegni dei ciechi discordava solo quella relativa alle orecchie, che apparivano più grandi per l'abitudine dei non vedenti a riconoscere una persona toccando questa parte del corpo». Ma se i ciechi congeniti sognano persone, paesaggi, nuvole, colori senza averli mai visti, da dove arrivano queste immagini? «È ancora presto per poter dare una risposta scientifica - premette il ricercatore -. Al momento esistono due ipotesi principali: le immagini dei sogni dei ciechi possono generarsi dall'integrazione di elementi dell'esperienza di vita con l'attività della corteccia visuale. Oppure, l'essere umano dispone geneticamente di una banca dati di immagini, utilizzata per preservare la specie. Questa seconda ipotesi è confermata dalle ricerche sui sogni dei feti nel grembo materno». I risultati della ricerca dell'équipe portoghese sono stati pubblicati sulla più autorevole rivista scientifica del settore, l'inglese «Cognitive brain research» (www.elsevier.com/locate/cognbrainres), e sono stati premiati all'ultimo congresso annuale della Società europea di ricerca sul sonno.




Ciao Antonia, sono felicissima di ciò ... felice di sapere che i ciechi non sono sempre al buio.. Like a Star @ heaven
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Simulazione

Messaggio  Annalisa Zorzi il Mar Dic 01, 2009 1:11 am

Il giorno in cui è stata fatta la simulazione in aula non ero presente alla lezione ma ho avuto modo di provare a fare quest'esperimento a casa. La sensazione che si avverte, in una prima fase, è quella di sprofondare nel buio...ed effettivamente ci si rende conto di quanto sia inquietante vivere senza vedere. Poi però ci si accorge del fatto che altri sensi pian piano si affinano...l'udito, l'olfatto...è come se venissero stimolati maggiormente...questo spinge a pensare che per una persona cieca questi diventino canali prioritari attraverso i quali l'organismo cerca di sopperire alla mancanza di una funzione fondamentale come la vista.

Annalisa Zorzi

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SIMULAZIONE

Messaggio  Anna Ferrante il Mar Dic 01, 2009 1:30 am

Questa simulazione è stata un' esperienza davvero unica e magnifica.
La sensazione di essere non vedente mi ha suscitato forti emozioni: inizialmente una sensazione di pace in quanto ero con gli occhi chiusi e c'era un silenzio tombale in aula. Dopo un pò ho iniziato ad avere paura, mi sentivo oppressa e questo fino a quando non ho tolto la benda.
Grazie a questa simulazione ho potuto riflettere sulla percezione del mondo sia attraverso la vista che attraverso il tatto!!
Bellissime anche le poesie...davvero molto significative e toccanti!

Anna Ferrante

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LABORATORIO 27 NOVEMBRE SIMULAZIONE

Messaggio  MANCO MARIANGELA il Mar Dic 01, 2009 3:10 am

L'esperienza di venerdi' scorso e' stata davvero interessante e particolarmente toccante.
La professoressa ci ha chiesto di bendarci e per qualche minuto sulla nostra pelle ci siamo calate nei panni di una persona non vedente.Personalmente ho provato disagio,mi sentivo molto tesa anche se sapevo dove mi trovavo e che cosa stavo facendo .Durante la lettura delle poesie mi sono concentrata particolarmente all'ascolto delle parole e ho immaginato nella mia mente tante figure.
Tutte le poesie mi hanno colpito ,ciascuna esprimeva lo stato d'animo di chi vive realmente il disagio di non poter correre camminare e vedere.
In quel momento ho provato tanta tristezza perchè io potevo liberarmi della benda e rivedere tutto quello che c'era intorno a me.
Ho apprezzato di più il dono della vista e ho pensato di essere in quel momento davvero fortunata.

MANCO MARIANGELA

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Re: lezione 7 - lab. 27 novembre - SIMULAZIONE

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