lezione 7 - lab. 27 novembre - SIMULAZIONE

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Re: lezione 7 - lab. 27 novembre - SIMULAZIONE

Messaggio  Maria Angela Amato il Sab Dic 12, 2009 1:43 pm

Care ragazze vi posto queste news da quotidiani nazionali...

http://www.google.it/url?sa=t&source=web&ct=res&cd=12&ved=0CCIQFjAL&url=http%3A%2F%2Fwww.campaniapress.com%2F%3Fp%3D3863&rct=j&q=+finti+ciechi&ei=6n8jS7aVE8WHsAafjtnqBw&usg=AFQjCNFqwLkhpvkIcXX2zviP7KvBUBPLGg


http://.repubblica.it/dettaglio/i-miracolati-di-santa-lucia/1799134

Ecco quello che accade nella nostra città.. come disse ieri Adele: "ci svegliamo per vedere come dobbiamo imbrogliare il nostro prossimo".

Noi abbiamo fatto una simulazione della cecità ed eravamo spaventate nn vedevamo l'ora di togliere le bende...Queste persone con che coraggio fanno certe cose simili??

Maria Angela Amato

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Re: lezione 7 - lab. 27 novembre - SIMULAZIONE

Messaggio  Maria Palladino il Dom Dic 13, 2009 7:07 pm

Prima di intervenire, condividendo con voi tutte l'esperienza "singolare" ,vissuta in aula, grazie alla professoressa, volevo rivolgere un sentitissimo "grazie" ad Antonella e ad Annarosaria per l'insegnamento tratto dalle loro testimonianze in quanto amiche di Giuditta,che personalmente non conosco. Dalle vostre parole colgo tantissima tenerezza,quasi come se fosse per voi una sorellina minore da amare, proteggere e da coccolare.
Personalmente ritengo significativa e forte, al contempo,l'esperienza al buio vissuta in aula. Bendate per circa 20 minuti,abbiamo condiviso il dono dell'ascolto,infatti,isolando il senso visivo abbiamo osservato con l'udito l'ambiente in cui eravamo ed immaginato con le nostre conoscenze le azioni descritte dagli autori di alcune toccanti poesie che hanno fatto da sfondo a quest'esperienza.
Ho appreso dalle colleghe in aula,a freddo, le loro sensazioni e le loro percezioni diverse ma significative:alcune hanno confessato di essersi sentite come morire, altri non riuscivano a concentrarsi sul significao delle poesie, e tante altre hanno avvertito un senso di oppressione e di agitazione. Insomma stati d'animo diversi ma che comunicano paura e sconvolgimento nell'ansia di immaginare al buio un'intera vita e non solo venti minut.
Io mi sono sentita sicura e serena,probabilmente perchè percepivo anche le emozioni delle mie amiche che si trovavano vicine a me. Maria, ad un certo punto, ha preso la mia mano stringendola ed Angela divideva il foulard con me,quindi, eravamo vicinissime l'una all'altra in un contesto silenzioso dove i rumori e le parole venivano amplificate e percepite al massimo.La motivazione che trova piede all'interno delle sensazioni provate è probabilmente quella della consapevolezza che si trattasse unicamente di un'esperienza di percezione che ci avvicinasse allo stato vitale di un ipovedente.
Alessandra Autieri

Maria Palladino

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simulazione

Messaggio  iole pastore il Lun Dic 14, 2009 1:21 pm

rosa cera ha scritto:Riguardo alla simulazione voglio proporre un video che ho trovato su youtube...ditemi cosa ne pensate
Smile https://www.youtube.com/watch?v=KIzz4kVxSU0

ciao rosa, non avevo visto ancora il link che avevi inserito.
molto bello.... mi sono emozionata particolarmente quando ho letto la frase"i loro occhi sono le mani.....loro apprezzano la vita fino in fondo...."

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Laboratorio venerdi' 27

Messaggio  puocci.immacolata il Lun Dic 14, 2009 5:13 pm

Buonasera.........
La simulazione fatta il 27 è stata per me molto importante in qunto mi ha fatto capire di quanto sono fortunata ad avere la vista,perchè appena bendata mi sono sentita oppressa anche se sapevo che era una cosa momentanea.Comunque è stata un' esperienza fantastica perchè quqndo la prof. leggeva in aula c'era un silenzio tombale ed io cercavo di immaginare tutto quello che lei stava leggendo.

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video rosa

Messaggio  puocci.immacolata il Lun Dic 14, 2009 5:27 pm

Ciao Rosa...
Bello il video, molto triste, ma mi rendo conto che questa è la realtà...
Mi ha colpito soprattutto una frase:( LORO APPREZZANO LA VITA FINO IN FONDO E CON CORAGGIO... NOI CI LAMENTIAMO.)

puocci.immacolata

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Messaggio  antonietta.rossana il Mer Dic 16, 2009 3:00 pm

Antonietta

Nell'intervento della lezione dell'orologio abbiamo parlato di Lucia non vedente, mia cugina.
Quando eravamo piccole, qualsiasi cosa facessimo durante i giochi era spontanea, agivamo per automazione, non notavamo quanto fossimo diverse.
Diventate grandi, ci capita spesso di scherzare, anche lei è solare come me, ci tocca però, anche affrontare la quotidianità della vita frenetica che l'attuale società impone. Quando decidiamo di uscire, concludo sempre dicendo:-"Non farmi aspettare!" E quante volte l'ho sentita replicare: -" Vorrei "vedere" te......". Ebbene si, ci ho provato più di una volta,.... un vero disastro. La simulazione avviene spesso durante il pranzo, risate a crepapelle.......per evitare inconvenienti, è lei che mi riempie il bicchiere.....il resto ve lo lascio immaginare.
Le dico spesso: "Io vedo vicino, tu però vedi lontano"; il suo modo di vedere ciò che le sta attorno si basa sulla percezione, sulle sensazioni, riesce a cogliere particolari che a me sfuggono.E' proprio vero: "Bisogna andare oltre le apparenze, la vista spesso ci inganna".

antonietta.rossana

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Messaggio  francaiuliucci il Ven Dic 18, 2009 3:00 am

simulazione molto forte, che ha toccato un pò tutti in aula.Si dice:"PROVARE PER CREDERE", oggi, penso che tutti abbiano preso coscienza delle difficoltà delle persone con disabilità. quello che da sempre mi ferisce è sapere che tante volte la società, cioè noi, non possiamo, non vogliamo o non sappiamo fare nente. Spero di cuore che sensibilizarci non resti un risultato fine a se stesso, ma che serva a scuotere, per quanto ci sia possibile, gli animi degli uomini.

francaiuliucci

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Re: lezione 7 - lab. 27 novembre - SIMULAZIONE

Messaggio  maddalena garzone il Ven Dic 18, 2009 10:26 pm

valeria.lettieri ha scritto:oggi ho avuto davvero difficoltà durante la simulazione che la docente ci ha fatto svolgere...inanzitutto ho paura del buio,quindi per me è stato veramente atroce coprirmi gli occhi e non vedere nulla... e infatti ho provato non solo agitazione, ma tanta anzia...non sono riuscita a concentrarmi bene sulle prime poesie lette dall'insegnante, e solo in seguito ho raffigurato le parole nella mente, sotto forma di immaggini... c'era molto silenzio in aula,e questo mi rendeva ancora piu nervosa, all'improvviso mi è caduta la penna a terra, e non poterla prendere mi rendeva isterica,ho cominciato a cercarla con la mano,a muovermi,ma non vedevo nulla...è stato orribile! dopo l'intervento di massimiliano, che ha detto: ci pensi tolgo la benda e davvero non vedo piu!!..sono stata presa da un forte istinto ed infatti ho tolto subito la benda senza aspettare che la docente dicesse potete toglierle, ma per fortuna lo ha detto dopo pochi secondi... appena aperto gli occhi era tutto scuro in torno, le tende erano chiuse,mi mancava l'aria, infatti ho subito cercato di aprire quella vicino a me e far entrare la luce... gli interventi di dopo sono stati molto interessanti, giuseppina ha detto di essersi rilassata e sarebbe potuta restare cosi anche per un intera giornata , un altra ragazza ha posto il problema di come spiegre le cose ad un bambino cieco, ma non penso sia realmente questo il dilemma... subito mi è venuta in mente la ragazza che a volte segue il corso con noi, lei non vede, e ho pensato di quanto fosse difficile per lei tutto, e ammiro molto la sua forza e il suo spirito di volontà,perche io non so se riuscissi ad essere cosi forte!! questa esperienza è stata molto importante ci ha messo in una condizione di disagio, e si puo imparare davero tanto da tutto ciò,ma se dovessi rifarlo,nel momento in cui la docente dicesse, chi non vuole puo anche uscire fuori, mi alzerei senza pensarci due volte!
Ciao Valeria, ho letto con attenzione quello che hai scritto e devo dire che hai descritto perfettamente la situazione che hai vissuto tale da farmi immaginare il tutto....
anche io come te ho paura del buio infatti , non è un caso , che dormo con una piccola luce accesa, veramente è impressionante le sensazioni che ho quando mi ritrovo nel buio totale.
Penso che sia veramente difficile convivere con una disabilità di tale entità, soprattutto per coloro che dapprima hanno svolto una vita tranquilla e solo successivamente sono diventati ciechi....
Ciao a presto.

maddalena garzone

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Re: lezione 7 - lab. 27 novembre - SIMULAZIONE

Messaggio  maddalena garzone il Ven Dic 18, 2009 10:39 pm

LauraGervasio ha scritto:La scuola rappresenta una tappa fondamentale nel cammino di crescita di un bambino non vedente o ipovedente: infatti, oltre ad apprendere il suo bagaglio di conoscenze, che lo accompagneranno per tutta la vita, egli deve imparare l'uso di strumentazioni e tecniche che gli consentano di superare il deficit percettivo e di raggiungere risultati paragonabili a quelli dei suoi coetanei. In questa sezione passeremo in rassegna le varie tappe del cammino scolastico e daremo indicazioni sul materiale didattico e sugli ausili informatici che possono agevolare lo studio.


Dal 1976 i bambini ciechi ed ipovedenti possono essere inseriti nelle scuole comuni. In precedenza, invece, dovevano frequentare un istituto speciale. Essi hanno diritto ad un insegnante di sostegno, che deve essere presente in classe per aiutare l'alunno nello svolgimento delle normali attività didattiche e svolgere le ulteriori attività richieste dalla specifica minorazione. Tale insegnante deve essere fornito dalla scuola stessa. Pertanto è opportuno che l'ingresso del bambino con problemi di vista sia segnalato alla scuola elementare con un certo anticipo.

La legge n. 104 del 1992 prevede due strumenti che agevolano l'integrazione scolastica:

il Gruppo di Lavoro Interistituzionale Provinciale (GLIP): composto da docenti, operatori dei servizi sociali e genitori, è incaricato di programmare le attività idonee all'integrazione del bambino;
il Piano Educativo Individualizzato (PEI): documento elaborato dal GLIP contenente gli obiettivi scolastici che si vogliono perseguire e gli strumenti che verranno impiegati.
E' importante che all'interno del PEI si preveda l'insegnamento del Braille per i ciechi e gli ipovedenti che non possono sfruttare utilmente il loro residuo visivo per leggere e scrivere, e l'uso del videoingranditore e di occhiali speciali per gli altri ipovedenti.

Fino al 1976 i ciechi e gli ipovedenti dovevano frequentare le scuole elementari e talvolta anche le medie all'interno di istituti speciali. Questi istituti fornivano personale specializzato, sussidi didattici adeguati e la possibilità di confrontarsi continuamente con altri ragazzi affetti dalla stessa minorazione, ma comportavano lo sradicamento del bambino cieco o ipovedente dall'ambiente familiare e sociale in cui era nato e la pressoché totale assenza di confronto con i coetanei vedenti, se si eccettua il fatto che gli studenti più meritevoli erano ammessi a frequentare gli istituti superiori presenti nella città sede dell'istituto speciale.

Per questi motivi negli anni Settanta si iniziò a sperimentare l'inserimento dei bambini ciechi nelle scuole comuni ed oggi è normale che i bambini ciechi frequentino le scuole nel comune di residenza assieme ai coetanei vedenti. Sono state tentate anche esperienze inverse, inserendo alcuni bambini vedenti nelle scuole presenti all'interno degli istituti speciali, ma senza ottenere risultati soddisfacenti.

Attualmente in Italia le uniche scuole speciali annesse ad istituti sono quella di Palermo e quella di Assisi, specializzata nell'educazione dei mabini ciechi con minorazioni aggiuntive. Gli altri istituti per ciechi si sono specializzati nell'organizzazione di corsi professionali, quali quello per centralinisti telefonici e per massofisioterapisti, nonché nello svolgimento di attività di supporto all'integrazione scolastica.

È importante che i genitori e gli insegnanti favoriscano la piena integrazione del bambino, lasciando che partecipi ai giochi con gli altri bambini ma anche aiutando i vedenti a cogliere la differenza di cui è portatore il non vedente, i suoi limiti e le sue potenzialità.

Per evitare che il bambino cieco abbia come unico modello di riferimento i coetanei vedenti è opportuno che vengano favorite delle occasioni di incontro con altri ragazzi non vedenti. Ciò può avvenire tramite il CSA, l'Amministrazione Provinciale e le associazioni dei ciechi.

Sussidi tecnici utili
La tecnologia mette a disposizione degli studenti molti strumenti che possono facilitare notevolmente le attività didattiche, dai tradizionali registratori a cassette ai computer.

Per la scrittura in Braille, oltre alle tradizionali tavolette, utili soprattutto nella prima fase di apprendimento di questa scrittura, che si basa su una serie di combinazioni di puntini incisi sulla carta, è bene introdurre fin dall'inizio l'uso della macchina dattilobraille.

Per gli ipovedenti è indispensabile anzitutto individuare all'interno della classe una posizione che faciliti la lettura della lavagna e che fornisca al banco la luce sufficiente per poter leggere e scrivere. Poiché l'ipovedente è costretto a tenere la testa molto vicina al foglio che sta leggendo, è opportuno prevedere l'uso di sedie e banchi ergonomici. Per facilitare la lettura della lavagna da lontano si potrà installare una telecamera con un monitor sul banco dell'alunno.
Un altro strumento utile è la lavagna a tracciamento luminoso, ad es. la Grafilux.

Il computer rappresenta uno strumento utilissimo sia per i ciechi assoluti che per gli ipovedenti, in quanto consente di organizzare in maniera logica ed ergonomica sia i compiti svolti dall'alunno che i libri di testo.
Per una descrizione dei dispositivi che consentono ai non vedenti di gestire il computer e di altre periferiche che aumentano le possibilità di utilizzo del computer non solo come strumento didattico, ma anche come mezzo per accedere alle informazioni.
Tra gli ausili che possono agevolare l'attività degli studenti ve ne sono alcuni di piccole dimensioni, che possono essere acquistati dalla famiglia e trasportati di volta in volta in classe o a casa a seconda delle necessità. Altri invece sono pesanti ed ingombranti: per questi sarà opportuno prevedere l'acquisto di un esemplare da parte della scuola e di uno da parte della famiglia.

La legge 104/1992 stanzia appositi fondi per consentire alle scuole di dotarsi degli strumenti atti a favorire l'integrazione degli alunni disabili. Gli strumenti così acquistati rimangono di proprietà della scuola.

Per quanto riguarda gli strumenti acquistati dalla famiglia, è da ricordare che essi sono soggetti alla detrazione IRPEF del 19% del loro prezzo e all'IVA agevolata del 4%.
Biblioteche e nastroteche
Quando il bambino frequenta la scuola elementare è importante che egli abbia a disposizione tutti i libri di testo. E' fondamentale che i libri che vengono utilizzati per apprendere la lettura siano disponibili in braille o con caratteri ingranditi a seconda della modalità di lettura prescielta. Per le trascrizioni ci si può rivolgere alle associazioni dei ciechi o ad altre associazioni che forniscono questo servizio. La più importante è sicuramente la Biblioteca Italiana per Ciechi Regina Margherita di Monza, che ha creato un consorzio di stamperie braille in tutta Italia.

È bene iniziare fin dalla terza elementare l'addestramento all'uso del registratore, poiché è impensabile che tutti i libri possano essere trascritti in braille o riprodotti a caratteri ingranditi. I libri possono essere registrati dall'insegnante di sostegno, oppure ci si può appoggiare ad una nastroteca. Segnaliamo il Centro Nazionale del Libro Parlato dell'Unione Italiana Ciechi, il Centro Internazionale del Libro Parlato di Feltre e i centri promossi dai Lions Club, tra i quali il più importante è il Centro del Libro Parlato Robert Holman del Lions Club Verbania.

Software didattico e programmi multimediali
Per agevolare l'uso del computer da parte degli alunni ciechi ed ipovedenti sono stati elaborati alcuni softwares specifici. In questo campo si distingue il Centro Territoriale per l'Integrazione scolastica del CSA di Vicenza, che propone alcuni software liberamente scaricabili o richiedibili su cd-rom.
Segnaliamo in particolare Erica, un programma per il sistema operativo MS-DOS pensato specificamente per i ciechi, e Omnibook, un'applicazione Windows che tiene maggiormente conto delle esigenze degli ipovedenti. Si tratta di veri e propri ambienti di lavoro, che integrano i quaderni, i libri, il diario e un sistema avanzato per svolgere gli esercizi di aritmetica.

è anche possibile scaricare un programma per l'apprendimento della tastiera e puntatori del mouse ingranditi per gli ipovedenti.
Il CSA di Vicenza partecipa anche al progetto LAMBDA, un progetto europeo che si prefigge lo sviluppo di un software Windows per fare matematica, fornendo strumenti che semplificano la manipolazione delle espressioni e la loro stampa in braille e a caratteri normali.
Anche l'Istituto Cavazza di Bologna ha realizzato un software per la gestione della matematica ed una tastiera Braille da collegare al computer, per semplificare il passaggio dal Braille su carta a quello informatico.

Non esistono dizionari o enciclopedie pensate specificamente per i disabili visivi ed i prodotti reperibili in commercio spesso si rivelano inutilizzabili, a causa dell'uso spinto della grafica. Il Centro Informatico per la Sperimentazione degli Ausili Didattici dell'Istituto Cavazza di Bologna offre un servizio di monitoraggio delle principali opere multimediali presenti sul mercato italiano, indicandone il livello di accessibilità ed eventuali trucchi per superare le difficoltà poste dall'interfaccia grafica.
Il CISAD ha anche sviluppato alcuni software didattici per l'apprendimento del braille e della matematica.
Ciao Laura , condivido pienamente ciò che hai affermato precedentemente, ma ci tenevo a raccontare la mia esperinaza personale ...
L'attività di tirocinio specialistico terminata da pochi giorni mi ha offerto la possibilità di conoscere una bambina ipovedente e quindi osservarla sistematicamente.
La bambina è nata sana ma purtroppo verso i 12 mesi è stata colpita da un tumore al cervello che ha causato tale disabilità.
La scuola ha provveduto ad istituire un corso d'istruzione domiciliare grazie ai docenti dello stesso C.D.e solo dalla classe III è tornata a scuola, la bambina è molto esuberante , determinata è affiancata dal docente di sostegno e svolge tutte le attività didattiche previste per l'intera classe ma utilizzando dei sussidi specifici.
Ciò che mi ha colpito è che la bambina non vuole essere aiutata e cerca di fare tutto da sola è come se non volesse accettare la sua diabilità nonostante siano evidenti le sue difficoltà...
Ciao

maddalena garzone

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