LEZIONE 11 DICEMBRE - LABORATORIO

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Re: LEZIONE 11 DICEMBRE - LABORATORIO

Messaggio  Sara Gribaudo il Gio Dic 17, 2009 11:03 am

Continuando a pensare all'incontro di venerdi mi sono venute in mente le parole che ha usato Rosaria(cara amica di Adele)....parlava del fatto che spesso pensiamo che siamo noi che diamo a loro(persone diversamante abili) il nostro aiuto,il nostro sostegno,il nostro coraggio.....ma in realtà sono loro che rendono a noi,sono loro che ci fanno capire l'importanza della vita,delle piccole cose,dei piccolo gesti!!
Bisogna donare sempre...anche piccoli gesti,che spesso possono fare la differenza!!
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Re: LEZIONE 11 DICEMBRE - LABORATORIO

Messaggio  rosa cera il Gio Dic 17, 2009 12:13 pm

L'ultimo incontro di questo corso è stato, a mio parere, una degna conclusione di questo magnifico percorso, sia per quanto riguarda la parte laboratoriale relativa al “condividi" o "regali" sia per l’incontro con Adele, che mi ha davvero commosso.
Grazie Prof.ssa per averci fatto vivere questa splendida esperienza.
Very Happy

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Re: LEZIONE 11 DICEMBRE - LABORATORIO

Messaggio  lucia aversano il Gio Dic 17, 2009 1:32 pm

La lezione conclusiva di venerdi scorso è stata senz'altro una delle più coinvolgenti e significative.
La testimonianza di Adele ha rappresentato un grande insegnamento di vita e un valore aggiunto alla nostra formazione.
La società siamo noi. Dobbiamo cercare di fare il possibile per aiutare e sostenere coloro che si trovano in una condizione di svantaggio. La regola di base nel nostro futuro lavoro di insegnante di sostegno dovrà essere proprio quella di non fare mai sentire l’alunno diverso,
nel senso di inferiore.

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Re: LEZIONE 11 DICEMBRE - LABORATORIO

Messaggio  lucia aversano il Gio Dic 17, 2009 1:48 pm

valentina addesso ha scritto:vorrei regalare a tutte l'universo che si è aperto di fronte a noi dopo quello che abbiamo imparato a questo corso: responsabilità, impegno, professionalità, sentimento... ma anche i dubbi, le incertezze, la paura di non essere all'altezza tutto carico di senso e di significato.

vorrei condividere, invece, quanto già detto in un mio precedente intervento sul forum: le emozioni che abbiamo vissuto e il senso di condivisione e di empatia che si respirava in aula durante le discussioni e i laboratori.



Condivido le tue parole.
Dopo i preziosi insegnamenti che questo corso ci ha lasciato, riesco a guardare la disabilità in profondità.
... sicuramente ora mi approccerò ad essa con un atteggiamento diverso, maggiormente consapevole, e con un sentimento nuovo

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laboratorio 11 dicembre

Messaggio  maddalena garzone il Gio Dic 17, 2009 5:41 pm

Ciao a tutte, il corso è terminato con un'esperienza significativamente interessante.... L ' incontro con Adele che ci a mostrato tanta volontà e voglia di vivere pronunciando delle frasi che lasciano il segnocome:
Bisogna prendere la vita com'è.....
Vivere giorno per giorno.....
Apprezzare le cose più semplici....
Guardare alla propria interiorità....
Tutte frasi significative che ci inducono a riflettere e guardare da un' altra prospettiva la vita .
Ciao a presto

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laboratorio 11 dicembre

Messaggio  veronica alfiero il Gio Dic 17, 2009 6:07 pm

non ho avuto il picere di seguire questo laboratorio,però leggendo i vari commenti concordo pienamente con patrizia,quando parla delle dificoltà che un diversamente incontra nella vita quotidiana.per loro diventa difficile anche fare una semplice passeggiata a causa delle diverse barriere architettoniche che invadono le nostre città.spesso ho dificoltà io con il passegino a causa di marciapiedi stretti,inavasi da pali per l'energia elettrica o ancora occupati da macchine o motorini. tutto ciò lo trovo assurdo.

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Re: LEZIONE 11 DICEMBRE - LABORATORIO

Messaggio  angela grammaldo il Gio Dic 17, 2009 6:45 pm

La peculiarità esclusiva di questo corso - e ne ho seguiti tanti - è che ha fatto emergere delle "confessioni"...
Già dalle prime lezioni, ho ascoltato confidenze e segreti di colleghe che hanno trovato il coraggio di tirar fuori delle cose intime e profonde;
Qualcuna lo ha fatto commuovendosi, qualcun' altra ci è sembrata arrabbiata, qualcuna rassegnata o invece intenzionata a non mollare... ognuna con un diverso grado di resilienza...
Tutte, evidentemente, hanno ritenuto che fosse l'occasione giusta per farlo e questo, a mio avviso, non è poca cosa.
Anch'io sono riuscita a parlare della mia nonna, malata di Alzheimer, che ormai non c'è più.
GRAZIE a tutti,
Angela

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Re: LEZIONE 11 DICEMBRE - LABORATORIO

Messaggio  licia papa il Gio Dic 17, 2009 7:03 pm

Salve a tutti,
volevo esprimere il mio personale commento su questo laboratorio, che, è stato a mio avviso molto toccante e significativo. Questo corso mi ha dato tanto, sia in termini di valori, ma soprattutto ha creato la costruzione di un sapere condiviso, di una vera comunità umana dove il dialogo, il pensiero si intrecciavano continuamente con i vari pensieri realizzando un sapere condiviso fruibile e utile in cui ognuno esprimeva la sua. Per quanto attiene la prima parte di laboratorio, ossia quella di condividi e regali, ritengo che essa sia stata davvero fantastica; questo corso ci ha dato tanto, quindi, a mio avviso, è giusto avere qualcosa da regolare o anche qualcosa di proprio da condividere. Io ho regalato il tempo e una penna.
Il primo lo ritengo davvero significativo; il tempo non è solo quello dell'orologio ma anche quello della durata, in particolar modo della durata di questo corso che ci ha permesso di attingere qualcosa di nuovo, grazie all'esperienza condivisa, ma anche a trattare la disabilità in tutte le sue sfaccettature. Il tempo assume la funzione regolatrice della nostra vita. Per noi il tempo è fatto sia da impegni quotidiani ben scanditi sia da tempi di gioia, di dolori, di felicità. Per un disabile assume però una valenza diversa. Il disabile ha un buono rapporto con il tempo se è integrato, altrimenti per lui il tempo diventa insormontabile, si traduce in ansia, il soggetto si tedia. Il problema del singolo dovrebbe diventare problema di tutti; solo cosi si realizerebbe la vera integrazione. Occorre quindi scardinarsi e allontanarsi dalla logica che domina di pensare solo a sè stessi proprio in quanto facente parte di una società in cui i problemi del singolo sono di tutti. Il Disabile, di fronte a realtà e situazioni oggettivamente difficili, può avere una marcia in più e soffermarsi di meno sulla propria condizione,se il tempo che trascorre risulta essergli il più piacevole possibile; altrimenti si tedierà e il suo trascorrere del tempo diventerà infinito(Risulta attualmente condivisa l'idea che quando si è felici il tempo vola altrimenti no). Potrei introdurre, a mio avviso, che c'è anche un problema oggettivo di tempo per i soggetti normali nel tempo dei disabili. Il soggetto normale non ha tempo per sè e per i propri impegni figuriamoci per gli altri; ma tutto questo determina un'insoddisfazione della condizione del disabile, che peggiora con il trascorrere del tempo. A mio avviso, occorre creare una giusta dose tra impegni personali e con gli "altri" in quanto facenti parte di una comunità. Il tempo, però, spinge anche al deterioramento di alcuni pensieri e anche a soffermarci meno su alcune tematiche; ci spinge nella sfera dell'oblio e della dimenticanza. Occorre quindi essere forti e, non farsi plasmare in negativo dal tempo, che assume anche una valenza positiva.Sta a noi che ruolo assegnargli.
Per quanto concerne il secondo oggetto, ossia la penna, posso esprimere che esso sia la forza del pensiero. Esso supera pregiudizi, ostacoli insormontabili, disuguaglianze, differenze. Ma il pensiero si attua tramite la penna, quindi tramite la penna è possibile fare tutto ciò. A volte ciò che le parole non dicono viene espresso tramite foto, immagini, silenzio, comunicazione non verbale, gesti ma anche tramite lo scritto. Il pensiero si attua tramite diversie vie: tra queste, la più significativa, è lo scritto. Un soggetto emotivo può trovare nella scrittura il suo mezzo per comunicare e per manifestare i propri sentimenti attinenti alla sfera privata. Infatti le emozioni si distinguono dai sentimenti proprio perchè, mentre le prime sono fisiologiche le seconde afferiscono alla sfera privata. La penna è, a mio avviso, il mezzo migliore. per attuare lo scritto Grazie alla lettura calligrafica, infatti, emerge la personalità del soggetto, mentre lo scritto effettuato tramite internet o altri mezzi elettronici offerti dallo sviluppo della tecnologia, non ci evidenzia questo aspetto. Voglio sottolineare anche la potenza dello scritto come più duratura rispetto alla forma orale. Un pensiero scritto è indelebile, viceversa quello orare con lo scorrere del tempo può deteriorarsi(infatti la traccia mnestica, a meno che non abbia un significato particolare per noi, dopo un pò di tempo va incontro ad oblio; anche se poi possono intervenire vari "cue", indizi capaci di farcela riaffiorare).Con ciò non voglio assolutamente dire che la forma orale è inutile; anzi, per me, esse devono intrecciarsi e collegarsi. Appare però evidente che, per un soggetto muto, lo scritto effettuato tramite la penna può essere un'alternativa al linguaggio Braille, e può affiancarsi ad esso.
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Re: LEZIONE 11 DICEMBRE - LABORATORIO

Messaggio  licia papa il Gio Dic 17, 2009 7:11 pm

Salve a tutti,
volevo inoltre condividere e commentare l'intervento di Simona e Giuseppina.
Simona ci ha regalato una lacrima di gioia. Il pianto, forma liberatoria, infatti non può esprimere solo dispiacere ma anche gioia, commozione davanti a qualcosa o a qualcuno. Simona si commuove, giustamente, per una recita di Natale della zia, sorella della madre. Ella non conosce l'invidia, la cattiveria, il rancore, pregiudizi. Ecco, a mio avviso, noi tutti abbiamo da imparare da lei. Lei, che la società etichetta come disabile e priva di offrire qualcosa, a mio avviso ci ha dato un grande insegnamento: separarci dalle cose materiali e soffermarci sui veri valori, non provare odio, rancore, invidia, gelosia che fanno male in primis a chi li prova e che contaminano il mondo e il modus operandi e di agire.
Per quanto riguarda la poesia di Giuseppina(alla mia età), che ella porta sempre con sè, ritengo che essa sia testimonianza e frutto del potere del pensiero, che muove tutto ed è alla base di tutto.
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riflessione di fine corso

Messaggio  adelina nardella il Gio Dic 17, 2009 7:32 pm

io, purtroppo non sono stata presente all'ultima lezione, e così penso di aver sicuramente perso qualche regalo: avere la possibilità di ascoltare il racconto di un "pezzo" della storia di vita di una persona( disabile o normodotata che sia) è sicuramente un grande dono!
MI sento comunque di ringraziare la docente, non solo per il contenuto del corso, ma anche per il modo in cui è stato articolato. La partecipazione ad un forum, per me è stata una cosa del tutto nuova, e anche se i miei interventi non sono stati tanti, sono entrata in una dimensione comunicativa diversa. Anche durante le lezioni, le modalità utilizzate dalla docente mi trasmettevano serenità, ed in questo modo credo di aver appreso molto di più che in altri contesti!

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Re: LEZIONE 11 DICEMBRE - LABORATORIO

Messaggio  licia papa il Gio Dic 17, 2009 7:35 pm

licia papa ha scritto:
Messico Patrizia ha scritto:Questo corso mi ha arricchito tantissimo, però oggi credo che sia stata la lezione più bella in assoluto, sia per quanto riguarda la parte laboratoriale "condividi" o "regali" e sia quando è arrivata Adele che ci ha raccontato la sua esperienza...nella prima parte è stato interessante e molto toccante quando simona ha voluto regalarci una lacrima e un sorriso raccontandoci la sua esperienza, lì mi sono resa conto che questo corso ci ha permesso davvero di diventare una piccola comunità di vita, unite per uno stesso scopo star bene con gli altri e con se stessi.
Quando è arrivata Adele e ha cominciato a raccontare la sua storia ho segnato delle frasi che mi hanno molto colpito e vorrei riportarle:
"prendetevi la vita giorno per giorno...la vita è bella lo stesso...va vissuta com'è";
"è bello essere belli dentro, ma non fuori";
"tutto ciò che si fa con amore riesce bene";
"chi non ha bisogno di sentirsi amata?"
E' stato interessante quando Adele ci ha raccontato le difficoltà effettive che un diversamente abile nella nostra città deve affrontare giorno per giorno.
A parole siamo tutti benevoli e sembriamo commuoverci alla vista di persone diversamente abili, però giustamente Adele ha fatto notare che quando ci sono macchine ferme sulle salite per le sedie a rotelle, nessuno aiuta il disabile in difficoltà, oppure a Napoli ci sono 10 pullman per disabili però non funzionano.
Pertanto nonostante le belle parole della società civile spesso i disabili sono lasciati da soli a risolvere i problemi e sono posizionati all'ultimo posto della scala sociale.
La vita del disabile è una continua lotta, anche quando deve ottenere una sedia a rotelle dall'Asl.
Chiudo con una frase detta da Adele "la sensibilità in fondo ce l'hanno tutti, ma l'acquisti solo se la vuoi acquistare".

A presto Patty

Concordo su tutto ciò espresso da te Patty. Una cosa che voglio sottolineare però è che Adele dovrebbe avere una maggiore autostima di sè; il suo amor proprio non dovrebbe basarsi esclusivamente su quello che pensano gli altri e nutrono gli altri verso di lei bensi' su quello che lei nutre per sè. Quindi la frase"io non mi amo perchè gli altri non mi amano", la posso comprendere perchè ovviamente ha una condizione oggettiva di disagio e solo lei sa quello che passa(io posso provare a capirla e tutto, a impegnarmi per lei, aiutarla ma provarla sulla propria pelle è un'altra cosa), ma non la condivido appieno perchè io sposo il motto"amati e gli altri ti amano".
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Re: LEZIONE 11 DICEMBRE - LABORATORIO

Messaggio  licia papa il Gio Dic 17, 2009 8:06 pm

claudia ciampo ha scritto:
Messico Patrizia ha scritto:ciao a tutti Claudia sono daccordo con te tra Franca e Adele c'è stato solo un fraintendimento perchè penso che quello di Franca sia stato uno sfogo e si sa che quando ci si sfoga si dicono tante cose ma sono sicura che lei non stesse rinfacciando niente...io nelle sue parole ho visto la disperazione di una figlia che si è trovata da un giorno all'altro a combattere con un qualcosa più grande di lei...ma lo avranno fatto sicuramente con tutto l'amore...semplicemente ripeto con Adele non si sono capite!
A presto Patty flower
Scrivo per spezzare una lancia a favore di Franca. Purtroppo, lo scontro finale al quale abbiamo assistito, è una triste "guerra fra poveri" frutto della latitanza dell'Amministrazione Centrale e Locale: Governo, Regioni, Comuni. Non si dovrebbe lasciare sola la persona disabile e la famiglia di una persona disabile. L'amore da solo non basta, non cancella il senso di frustrazione e impotenza che prova il familiare di fronte al bisogno del congiunto. Se Franca avesse avuto assistenza non proverebbe la rabbia che prova ora....e anche Adele,non vivrebbe più "giorno per giorno", come ci ha ripetuto più volte stasera. Se le venisse offerta la possibilità di una maggiore autonomia, potrebbe sperare, progettare. L'amore è fondamentale, la solidarietà sociale anche.....ma serve qualcosa di più.....il reale intervento delle Istituzioni
Ragazze condivido appieno le vostre idee. E' fondamentale l'assistenza da parte delle istituzioni e sul fatto che l'amore da solo non basta e non cancella il senso di frustrazione e impotenza che prova il familiare di fronte al bisogno del congiunto e anche la disperazione di una figlia, appena 20enne, che si trova ad affrontare un qualcosa più grande di lei.
Personalmente conosco benissimo Franca, so che persona è, e che rapporto aveva con la madre. Ritengo che sia una persona molto buona, con una grande umanità. Il suo intervento non aveva assolutamente la valenza di un rinfaccio bensi' lo scopo di raccontare la propria storia e di infondere l'ottimismo della madre in Adele. Io conosco molto bene Franca, mai con nessuno, oltre che con me e qualche altro, aveva confidato il proprio dolore, la propria storia. Questo in virtù del fatto che prova un grande dolore e non vuole condividerlo con nessuno, o solo con pochi, a dimostrazione del grande dispiacere che sente ancora. Sua madre è, giustamente, una "cosa" sua e delle sue sorelle, e di nessun altro; nessuno può sindacare sul proprio rapporto se non sa come sono andati i fatti. Solo in quest'occasione si è pronunciata in questo merito, perchè l'ha vista come momento di sfogo.Io so quello che ha passato; ma è normale che ogni scelta, anche se fatta con la forza dell'amore, comporta delle mancanze, a cui una persona, e in questo caso Franca, farebbe anche 10, 100,1000 volte pur di salvare la propria madre. Anche una madre che investe nella formazione di un proprio figlio e deve fare dei sacrifici magari dice "che bello mio figlio studia e per questo lavoro, per garantirgli un'istruzione". Non penso affatto che questo sia un rinfaccio. Ma è logico che ogni scelta comporta rinunce; io, che conosco Franca, posso asserire che lei avrebbe donato la vita per salvare sua madre. Le è sempre stata vicina e sua madre sapeva di non essere un peso per le sue figlie, e in particolare per Franca. Adele, persona con una testa "ben fatta" e con un pensiero logico e raziocinante , che stimo molto, penso non abbia capito le parole di Franca e le abbia travisate. Può succedere; mi dispiace che Adele pensi di essere un peso; non è cosi, è un valore per la società e per noi tutti, anche se dovrebbe essere un pò ottimista. E la dimostrazione che è peggio non avere una testa funzionante che le gambe. Il suo motto, giustamente, è : " tra me e un'altra persona l'unica cosa diversa è che una è in piedi e io seduta"(dobbiamo slegarci dalla società che etichetta le persone con un deficit organico, in questo caso le gambe, disabili in tutto. Per me una persona disabile è, come in questo caso, Adele, una fonte di arricchimento, che ci insegna come convivere con questa situazione oggettivamente non facile).Mi dispiace molto pure per Franca, però, che, dopo essere stata notte e giorno con sua madre, sperando e tentando il tutto per tutto, debba sentirsi dire che sua madre sapeva di essere un peso per le sue figlie. Io so che non è cosi, perchè conosco Franca e so il rapporto che aveva con la madre e la consapevolezza, da parte della madre, di non essere un peso per le sue figlie ma motivo di orgoglio per i suoi valori ed i il suo affetto. Quindi ritengo che ci sia stato un qui pro quo, ossia un fraintendimento da parte di Adele nelle parole di Franca.


Ultima modifica di licia papa il Gio Dic 17, 2009 9:12 pm, modificato 1 volta
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ultima lezione..

Messaggio  marianna bergantino il Gio Dic 17, 2009 8:15 pm

annarosaria imperato ha scritto: Al ritorno a casa, non facevo altro che pensare alla storia raccontata da Adele..la storia di una vita, che come lei, chissà quante altre persone condividono..
Leggere un libro che parli di disabilità, vedere un video, un fatto di cronaca in tv, ascoltarlo alla radio, discuterne fanno un certo effetto...ma osservare lo sguardo di una donna, di quella donna che era li a parlare di sè...vedere i suoi occhi accendersi dal dolore...provocano tutt'altro effetto!
E qual era la fonte del suo rammarico??
Non il fatto di essere su una sedia a rotelle, perchè Adele stessa mi ha detto "La differenza tra me e te è che tu sei in piedi e io seduta!", ma il problema è nella società, una società insensibile e ignorante! Tanti dottori, tanti ingegneri, tanti scienziati e poi? Quando si tratta di un argomento come La Vita Umana che dovrebbe essere intrinseco in tutti...il mondo crolla!
E capisci che non ci vuole un master per essere accanto ad una persona che in fondo...E' UGUALE A TE!!!!
Cosi sono tornata a casa con un pugno nello stomaco...perchè la società in cui viviamo compie gesti scandalosi! Come quello di un assistente sociale che agisce con pregiudizio e che confonde un deficit motorio con uno cognitivo!ASSURDO!!
Il mio primo pensiero, quello istintivo è stato " Non mi va di stare più qua! Voglio andare via da questa Napoli!"..poi ci ho riflettutto...ho pensato alla domanda posta da una nostra collega che ha chiesto ad Adele noi, nel nostro piccolo, cosa possiamo fare! E ancora di più sono contenta e sicura della scelta che ho fatto, una scelta di vita importante..perchè nella nostre mani sarà un giorno affidata la vita di un bambino (uno, per modo di dire!) che noi dovremo SOSTENERE con tutte le nostre forze!affinchè lui migliori la sua autostima e sia condotto sulla strada dell'automonia!..fare questo in una società migliore della nostra sarebbe troppo facile! Allora io ho deciso di insegnare, e di farlo qui, nella città in cui sono nata e cresciuta (spero!) !!!

Dunque volevo lasciare qui un ringraziamento particolare ad Adele per essere stata con noi, per averci dato testimonianza di cosa significhi "essere un peso per la società", per aiutarmi ancora di più a capire che quanto ci ha raccontato è TUTTO QUELLO CHE NOI, FUTURE INSEGNANTI DI SOSTEGNO, NON DOVREMMO ESSERE!!!
E infine un rigraziamento a tutte le colleghe di corso..per aver condiviso insieme questo cammino! Solo così scopri che in fondo l'esame è solo una formalità...ciò che ti rimane dentro, e ti forma come persona vale più di un numero!
Grazie, Grazie !!!


anna... hai usato delle parole che esprimono chiaramente ciò che ho provato e che provo anch'io ancora adesso...
quelle parole sconfortate ma nello stesso tempo avevano la voglia di cambiare, di ribellarsi a questa società che è insensibile...si fanno tanti progressi e poi??

cerchiamo almeno nel nostro piccolo, occupando il nostro "pezzetto di mondo" di sostenere, grazie alla nostra professione futura e di cercare di cambiare le cose
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LEZIONE 11 DICEMBRE- LABORATORIO

Messaggio  valentina ricciardi il Ven Dic 18, 2009 1:26 am

Salve a tutte. io purtroppo non son potuta essere presente all'ultima lezione, ma ho letto molto attentamente i vostri interventi e vi ringrazio di avermi fatto rivivere l'esperienza.
Desidero subito esprimere il mio parere in merito alla questione Franca-Adele. Credo che alla base di ogni rapporto e di ogni confronto debba essere condivisa e rispettata la sensibilità di una persona. La rabbia e il vissuto che uno si porta dentro, sono il frutto di una individualità e di una esperienza irripetibile per chiunque. Capisco ma non conosco la rabbia che Adele si porta dentro, ma posso in ugual modo capire anche la rabbia che ha spinto franca ad intervenire. Adele ha ragione, si è sentita colpita nel profondo, ma non dobbiamo avere una forma di pietismo nei suoi confronti e assecondare il suo dolore, ma dobbiamo aiutarla a combattere e a farla sentire più forte. Io credo che non è assecondando la sua rabbia che possiamo starle vicino. Iniziamo a trattarla realmente come una persona normale. Franca ha una sua sensibilità e nessuno deve o può permettersi di esprimere parere sul rapporto che aveva con sua madre, soprattutto se si viene accusati di aver sbagliato. Nessuno è in grado di dire cosa sia giusto o cosa sia sbagliato. La verità è sempre la mediazione di più parti. Io sono sicura che Franca sarà stata male. La rabbia non può essere sfogata scagliandosi sugli altri!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Aiutiamoci a vicenda a trovare la mediazione migliore per affrontare le nostre difficoltà. Io credo che Franca e Adele abbiano bisogno l'una del punto di vista dell'altra, e ogni singola esperienza vissuta deve essere tesoro e patrimonio di tutti.
Non bisogna mai attaccare le debolezze e le fragilità altrui, esse vanno rinforzate. Questa vicenda c'ha insegnato tanto. E' importante trovare un rispetto reciproco e convivere in maniera serena e pacifica.
Ringrazio ad entrambe per averci insegnato tanto. Io credo che noi abbiamo bisogno di un confronto costante con Adele, e lei , a sua volta, ha bisogno di noi. E ricordiamoci di non perdere mai di vista la realtà.
Condivido i miei pensieri con voi tutti.

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Lezione 11 dicembre

Messaggio  Annamaria Pisco il Ven Dic 18, 2009 12:37 pm

Ormai è trascorsa una settimana dall’ultima lezione del corso e devo dire che più di una volta ho tentato di intervenire sul forum per esprimere il mio pensiero su quanto accaduto ma sempre trovavo le mie parole inadeguate e rimandavo. Oggi a distanza di giorni mi vengono delle riflessioni che vorrei condividere. SE dovessi fare un regalo, come proponeva la docente, regalerei il TEMPO, il tempo da dedicare a noi stessi per ripensare a quello che siamo e a come ci relazioniamo nella nostra società troppo veloce e sfuggente che spesso ci porta lontano dai valori veri, ma TEMPO anche e da dedicare agli altri, dall’attenzione che possiamo offrire a quanti si trovano in situazioni di difficoltà e chiedono non il nostro aiuto pietoso ma il nostro sostegno per sentirsi parte attiva del vivere quotidiano.
L’incontro con Adele è stato poi molto significativo, le difficoltà da lei incontrate, il racconto della sua vita quotidiana e soprattutto le sue vibrate rimostranze contro la latitanza delle istituzioni pubbliche hanno evidenziato quanto era già emerso in una delle prime lezioni del corso e cioè che per il problema della disabilità molte cose sono state fatte ma troppe ne restano da fare e che tutte le tecnologie che la scienza ci offre sono sempre solo ad appannaggio di chi può peremetterselo vista la forte assenza di importanti interventi pubblici.
Un’ultima considerazione: ho letto sul forum dello spiacevole episodio tra Adele e Franca, che peraltro io ben conosco e della quale ho conosciuto la sensibilità e l’abnegazione verso la sua famiglia ma anche la disponibilità verso tutti, e vorrei dire che se per una persona disabile la vita è piena di difficoltà e ostacoli anche la vita di chi vive come familiare una situazione analoga non è semplice, e ne parlo con cognizione di causa avendo avuto mio padre colpito da semiparalisi quando io avevo solo 9 anni e lui poco più di 50. il suo ricordo di uomo mortificato nel corpo ma non nella mente resterà per me sempre un forte ricordo soprattutto per la sua forza d’animo e caparbietà che gli hanno permesso di reimparare a scrivere, a parlare e camminare per accompagnarmi ancora per alcuni anni nel cammino di crescita.

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lezione 11 dicembre- laboratorio

Messaggio  valeriariccio il Dom Dic 20, 2009 1:40 pm

Purtroppo il corso e' terminato e devo dire che in questi 4 anni di università raramente mi è capitato di tornare a casa dispiaciuta perchè avevo seguito l'ultima lezione. In questi giorni ho aperto tante volte il forum per scrivere ....ho letto tanti vostri commenti e avrei voluto donarvi un mio pensiero ma mi risultava difficile soprattutto perché ero rimasta male per Franca e avevo paura di dare un giudizio sbagliato e visto che noi non siamo qui per giudicare nessuno né i dolori e la rabbia degli altri preferisco non esprimermi a riguardo . Sono rimasta al laboratorio fino all'ultimo momento e il mio cuore si e' riempito di gioia quando l'amica di Adele mi ha chiesto di immortalare quell'incontro con una foto..sara' stupido ma è così....perché so che Adele custodira' gelosamente quella foto in ricordo di una nuova opporunita' che ha avuto per far sentire al mondo la sua voce. Certo noi non siamo il mondo ma e' ascoltando testimonianze di vita come la sua che nel nostro piccolo possiamo imparare a fare qualcosa, possiamo trasmettere ad altri quelle emozioni ed i suoi insegnamenti e piano piano ingrandire il cerchio della solidarieta'. Siamo uomini e come anche era riportato nelle slide e' insito in noi il bisogno di comunicare, di stare con gli altri ed è stato angoscioso sentire Adele ripetere che il sabato o la domenica o nei giorni di festa nessuno bussa alla sua porta per farle un po' di compagnia; angoscioso sapere che passa i pomeriggi al telefono per sentirsi meno sola...
Un po' mi sono sentita in colpa perchè ho pensato ad una signora disabile che vive nel mio paese che verte nella stessa condizione di Adele. Lei si chiama Graziella, è sola ma è una persona molto forte che nella vita non si è mai arresa, che dal silenzio e solitudine della sua casa ha aperto un sito per far sentire al mondo la sua voce (www.grazielladigasparro.it). In pratica lei mi chiama spesso e starebbe ore a parlare con me ma io a volte non posso, oppure mi chiede di passare per casa sua e tante volte vado ma per un motivo o per l'altro sono sempre di fretta....ripensandoci avrei potuto staccare un attimo la spina con la mi vita frenetica e stare un po' piu' con lei, ma mi sono cullata sempre sulla sua forza e non ho pensato che forse in quei momenti di una sua esplicita richiesta di compagnia lei dentro stava male...
Si e' parlato tanto di barriere architettoniche, abbiamo chiesto ad Adele cosa noi che non siamo lo Stato possiamo fare per aiutare i disabili e lei ci ha risposto che nel nostro piccolo possiamo fare tanto...allora ho iniziato a pensare cosa io in questo periodo natalizio avrei potuto fare per qualcuno in difficoltà. Come già scrissi precedentemente in un post io collaboro con dei bimbi non udenti e quest'anno come tanti altri stiamo organizzando il concerto di natale al quale purtroppo questi bimbi non possono realmente partecipare ma stavolta ho deciso che loro devono sentirsi parte attiva ed essenziale del gruppo così con un po' di fatica in questi giorni ho loro insegnato a ritmare con dei tamburelli e con le mani la canzone Oh Happy Day e gli altri bambini del coro canteranno sulla loro musica. Non e' stato semplice ma le prove proseguono, stanno migliorando e sono felici ed emozionati.Non mi importa se il brano non sara' perfetto e se perderanno un po' il ritmo cio' che voglio e' farli sentire come gli altri e forse anche con una marcia in piu'...
Questa canzone e questa mia esperienza e' cio' che io regalo e voglio condividere con tutti voi e soprattutto con lei prof. che con questo corso ha lasciato un impronta idelebile nei nostri cuori...
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Re: LEZIONE 11 DICEMBRE - LABORATORIO

Messaggio  licia papa il Dom Dic 27, 2009 7:53 am

salve,
ripensando all'incontro di Adele posso esprimere che sia stato di fondamentale importanza sia dal punto di vista educativo che dal punto di vista emozionante ed è stato un approfondimento pratico di tutto ciò che è stato approfondito al corso e al forum. L'unica cosa che non mi è piaciuta è stato il suo pessimismo"Non mi amo perchè gli altri non mi amano", perchè ritengo che una persona non debba piangersi addosso ma andare avanti per la propria strada ed amarsi a prescindere. Penso anche che quanto da me affermato siano belle parole ma capisco che trovarsi nella situazione di disabilità è tutt'altra cosa. Noi tutti possiamo armarci di tutta la nostra ars oratoria ma la situazione oggettiva è quella che prova il disabile, possiamo provare ad esprimere tutto a parole ma trovarsi nella condizione è ben altra cosa. Mi ha colpito in positivo la risposta che ha dato ad Elena Amendola, cioè che tutti nelle nostre possibilità possiamo fare qualcosa e che occorre maggiore sensibilizzazione. Se, come ha detto Adele, il problema del singolo diventasse il problema di tutti forse il mondo sarebbe migliore e le cose funzionerebbero meglio. Questo vale per le macchine che posteggiano vicino agli scivoli impedendo l'accesso ad un disabile e sia per la questione relativa ai pulman pubblici. Infatti Adele ha affermato che su 10 pulman che fanno il tragitto vicino casa sua non c'è ne è uno che abbia l'accesso per un disabile; è una cosa davvero vergognosa. Dover pagare una badante(che si piglia 800 euro e non i 450 dell'accompagnamento)in questa condizione risulta davvero difficilie per lei, la quale deve privarsi di alcune cose. Oppure il fatto che prima non vi era la possibilità per lei di andare a trovare la madre al cimitero perchè non vi era una situazione idonea per lei. Beh tutto questo fa molto riflettere e ci deve proiettare verso il senso di comunità; non possiamo, a mio avviso, restare passivi e menefreghisti di fronte a tutto questo!
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Re: LEZIONE 11 DICEMBRE - LABORATORIO

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