lezione 7 - lab. 27 novembre - SIMULAZIONE

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Simulazione

Messaggio  Teresa Schettini il Lun Nov 30, 2009 1:13 am

Anche per me è stata una "bella" esperienza: ero un pezzo di legno, attaccata alla sedia con le orecchie tese!
Ma stranamente mentre la professoressa leggeva le poesie ho usato molto l'immaginazione ed in particolare la pittura. Non so perchè ma ho pensato ai quadri di Frida Kalho. E' strano, lo so, ma è così. Ho pensato e mi sono aggrappata all'arte, alla pittura. Ah! anche per me la poesia più bella è chiamatemi per nome!

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Re: lezione 7 - lab. 27 novembre - SIMULAZIONE

Messaggio  licia papa il Lun Nov 30, 2009 7:22 am

Oggi l'esperienza in aula, a mio avviso, è stata molto positiva. Ho riflettuto molto sulla condizione di disabilità e, in questo caso specifico, di cecità. Ho toccato con mano e provato tutte le situazioni e le condizioni che i ciechi sperimentano sempre, nella prassi quotidiana. Contrariamente a molte persone, le quali ritengono di essersi trovate in uno stato di angoscia, io mi sono sentita rilassata. E' stato come se fossi entrata in una dimensione speciale, tutto mi sembrava più leggero e sfumato. Quando la professoressa ci ha letto le poesie le ho sentite mie, proprie e mi sono concentrata ancora di più sul significato. Mi ha colpito maggiormente quella di Morra. Ora certo questo mio senso di rilassatezza potrebbe anche essere dovuto al fatto di essere consapevole della durata limitata della simulazione e quindi di essere in una situazione momentanea e non permanente, come accade ai ciechi. In aula abbiamo riflettuto molto sulla stimolazione dei sensi: io ritengo che, quando un organo di senso, in questo caso la vista, risulta compromesso, gli altri ne vengano potenziati onde cercare di ripristinare l'equilibrio; quindi queste sono capacità compensative. Ad esempio in aula, se avessimo anche camminato, tutte ci saremmo trovate in una situazione di disagio e non saremmo state in grado di muoverci in maniera coordinata;magari saremmo inciampate, e ci saremmo fatte prendere dal panico. Una persona cieca, invece, in una situazione del genere non avrebbe avuto il minimo sgomento in quanto per lei prassi quotidiana. Allora supponiamo venga un black out chi è la persona disabile?Noi o i ciechi?Io penso più noi. Questo per farci capire che noi non abbiamo difficoltà in quanto la società è progettata per la normalità ma se cosi non fosse i veri disabili saremmo noi e non loro. Questo ci deve indurre a capire che è inutile "stigmatizzare"le persone o crederci superiori perchè se riusciamo a essere autonomi è in primis perchè siamo stati fortunati , in secundis perchè la società è progettata a nostra misura mentre per i disabili il discorso è molto più complesso in quanto entrano in gioco altre variabili, quali i mezzi economici e l'abbattimento delle barriere architettoniche, necessarie per il normale svolgimento della loro vita.In aula poi ci siamo soffermati a discutere su come un cielo potesse immaginare i colori, le immagini, gli sfondi; tutto ciò che ci circonda. Io ritengo che ciò sia molto più difficile per chi ha cecità congenita rispetto a chi l'acquisisce.Chi l'acquisisce dopo, è vero che soffre di più perchè ha toccato con mano una situazione bellissima che ora non può più avere e quindi può innestare un paragone tra la propria situazione passata e attuale, però tramite i rapporti relazionali può farsi descrivere un determinato posto, forma, oggetto avendo un'immagine mentale sicuramente più chiara e nitida rispetto a un cieco congenito, il quale ha sicuramente più difficoltà in quanto non ha sperimentato la costruzione dell'immagine mentale.Ovviamente quest'ultimo può avere uno sfondo, oggetto, immagine meno nitida e chiara, non una cosa precisa e ben definita ad hoc ma almeno si avrà una propria percezione e un'idea di fondo; tanto più la descrizione sarà descrittiva tanto più vi sarà un'immagine globale.
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Re: lezione 7 - lab. 27 novembre - SIMULAZIONE

Messaggio  valentina ricciardi il Lun Nov 30, 2009 10:45 am

Volevo iniziare il mio intervento facendo i complimenti a Licia per il suo. L'ho trovato molto sentito e vero, in particolar modo quando si chiede chi fossero i disabili se noi o le persono con handicap. Io credo che noi possiamo imparare tanto da loro e che non dovremo farci troppe domande o troppi problemi, ma farci guidare dal nostro istinto e dai nostri sensi. Dovremo imparare a ragionare con i sensi, essere più empatici, e non riferirci solo alla ragione: questo loro ce lo insegnano quotidianamente. La cosa che ritengo importante è rapportarci a loro con serenità e fiducia e trasmettergli stabilità. Loro sentono attraverso le nostre sensazioni, ascoltano attraverso le nostre parole, vedono attraverso i nostri occhi. Più che preoccuparci cosa fare per loro, dovremo preoccuparci cosa fare per noi e in che modo essere utile ad una persona non vedente. Io credo che dovrebbe cambiare il nostro approccio alla disabilità e invece di partire dalla constatazione di come percepiamo il loro disagio, invertire la rotta e chiederci come sono loro a percepirci e a sentirci.
In questo caso entra in gioco il relativismo: un oggetto può assumere diverse connotazioni, in base a come lo vedi, da che prospettiva, da che punto di vista, da che senso. Ad esempio se volessimo far percepire il colore rosso ad un bambino non vedente potremo non soffermarci a come lo vediamo noi, ma a come potremo sentirlo, attraverso il tatto come qualcosa di caldo, attraverso l'odorato come qualcosa di profumato(io sto pensando ad una rosa), attraverso il gusto come qualcosa di dolce(io sto pensando all'anguria). La fantasia non ha limiti, ed una persona non vedente può sicuramente apprezzare la nostra.
Dobbiamo accettare il fatto che come ci può gratificare un disabile, non ci può gratifitace una persona dotata di normali funzioni anche al di sopra della norma.
Se imparassimo ad essere mediocri nella vita, possiamo iniziare ad essere più sereni.
Un ringraziamento a tutte voi per questa esperienza di simulazione. E' stato bello ascoltare i diversi punti di vista.
P.S. le poesie sono state molto belle. Spero di poterle utilizzare e di farle ascoltare, semmai, a qualche ragazzo non vedente. forse le apprezzarà anche più di noi tutte. flower

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Re: lezione 7 - lab. 27 novembre - SIMULAZIONE

Messaggio  Giorgia Cuomo il Lun Nov 30, 2009 12:06 pm

Ciao a tutti,
La lezione che si è tenuta venerdì è stata veramente emozionante, nel senso che quando la prof. ci ha chiesto di bendare gli occhi , non avrei mai immaginato che si fossero rimosse in me tante emozioni.
Diciamo che i primi minuti della simulazione sono trascorsi senza problemi, ma poi quando la prof. ci ha chiesto di rimanere con gli occhi bendati e iniziare il dibattito è stato qualcosa di sconvolgente.Cercavo di associare il tono della voce delle mie colleghe ai loro visi ma era difficile perchè non riuscivo a mantenere l'attenzione,ero più concentrata da quello che mi circondova e che nn riuscivo a vedere.E' stata una stranissima sensazione era come se mi sentissi impotente difronte a qualcosa, infatti una delle prime cose che ho fatto è stata di prendere la mano della mia amica che era seduta accanto a me, proprio per sentirmi più sicura a quello che andavo incontro ed avere un minimo punto di riferimento in quella situazione che per me era sconosciuta.
In quel momento mi sono passati tremila pensieri per la testa , come ad esempio :e se nn ci vedessi più una volta tolta la benda?Una serie di emozioni si sono alternate dentro di me dall'ansia di non saper gestire la situazione ,all'entusiasmo di trovarmi una circostanza nuova .
Una volta poi tolta la benda ho riflettuto sul malessere delle persone che purtroppo vivono perennemente con una benda su gli occhi ,e quindi mi sono calata nel loro disagio quotidiano.Spesso non realizziamo quanto siamo fortunati e soltanto quando ci si ritrova in situazioni del genere ci se ne rende realmente conto!!!!!!!!!!

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Re: lezione 7 - lab. 27 novembre - SIMULAZIONE

Messaggio  jessica santarpino il Lun Nov 30, 2009 12:41 pm

La lezione di oggi è stata un pò particolare e grazie alla simulazione è stata molto significativa...
Personalmente ho "sofferto" per tutto il tempo che sono stata bendata: mi girava la testa,mi sentivo mancare l'aria e avevo il cuore che mi batteva forte... Anche se le mie sensazioni sono state negative ho potuto immedesimarmi un pochino nelle persone non vedenti,capire un minimo la loro sofferenza e rendermi conto di quanto sono fortunata... Ascoltando le poesie mi sono commossa e mi ha colpito soprattutto la prima,nella quale si può notare come un figlio soffra vedendo i suoi genitori in pena per lui...
Una delle cose che mi ha colpito è l'assoluto silenzio che c'era in aula per tutto il tempo che siamo stati bendati,non potendo utilizzare la vista avevamo bisogno di sfruttare al meglio gli altri sensi e in primis l'udito,visto che dovevamo ascoltare le poesie lette...
Penso che esperienze del genere dovrebbero essere fatte assiduamente,per provare almeno ad avvicinarci alle persone disabili e provare a capire i loro stati d'animo...

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LABORATORIO DEL 27 NOVEMBRE : SIMULAZIONE

Messaggio  Annamaria Pisco il Lun Nov 30, 2009 12:55 pm

L'esperienza vissuta venerdì è stata molto bella e coinvolgente, la prima grande sensazione vissuta quando orami eravamo tutti bendati è stata quella di ritrovarsi un aula che progressivamente diventava sempre più silenziosa, di un silenzio quasi irreale, difficilmente da trovare durante le normali attività Chiudere gli occhi . è stato come un dover mettere in moto tutti gli altri sensi in maniera amplificata, in quella situazione era molto più importante ascoltare, cercare fisicamente e non più con lo sguardo la nostra collega, ascoltare il nostro corpo ed entrare in contatto con noi stessi.
Personalmente la sensazione non è stata di grande disagio almeno nella prima fase dell'esperimento, infatti, come ho anche detto in aula, e fatte le dovute proporzioni, avendo io dei difetti di vista dovuti ad una miopia che progressivamente è andata peggiorando, provo spesso questa sensazione di disagio soprattutto al mattino quando appena sveglia allungo la mano per cercare i miei occhiali senza i quali tutto mi appare sfocato. Passata comunque questa prima fase dell'esperimento è cominciata una sensazione di insicurezza, avevo timore anche solo a muovermi, sentivo solo la presenza della mia collega e a volte mi parlava. .Ho ascoltato con attenzione le poesie, e quelle che più mi hanno colpito è stata la prima nella quale più che la figura del ragazzo disabile emerge quella dei suoi genitori , il loro amore infinito e tenero nei confronti della loro creatura.

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labor 27 novembre

Messaggio  giovanna.chianese il Lun Nov 30, 2009 1:14 pm

Salve,
purtroppo non ho potuto svolgere l'esercitazione perchè ero assente, ma in questi giorni ho riflettutto molto sulla cecità, tutti sappiamo che un cieco è una persona priva di vista e può essere detto anche non vedente.
Si può diventare ciechi a causa di un incidente o di una malattia oppure si può nascere ciechi per una malformazione genetica. Non avendo la vista, il cieco utilizza più di una persona sana gli altri sensi.
Mediante il tocco delle mani, il non vedente conosce o riconosce oggetti di uso comune. Anche la lettura avviene per mezzo delle mani: esistono libri con una scrittura in rilievo composta da tanti puntini, sui quali
si fanno scorrere i polpastrelli; questa scrittura si chiama “braille”.
Il cieco possiede un udito molto sensibile: avverte ogni minimo rumore o suono. Attraverso le voci, riconosce
le persone.
Per mezzo dell’olfatto, il non vedente percepisce gli odori gradevoli o sgradevoli dei cibi e di altre sostanze.
Il senso del gusto non è deviato dalla vista di ciò che si mangia, perciò i sapori sono più intensi.
Sappiamo che il non vedente non può fare tutto da solo, quindi ha bisogno di alcuni aiuti: una persona o un cane che lo guidi, un bastone che lo supporti....
Se dovessi immedesimarmi in un non vedente o se dovessi svolgere le mie azioni da non vedente incontrerei non poche difficoltà. Solo provando a chiudere gli occhi per pochi minuti, avverto una sensazione di vuoto, perdo l'orientamento, mi paralizzo e ho paura anche solo a muovere le braccia perchè potrei incontrare pericoli, ostacoli, potrei seriamente farmi male, non mi fido di ciò che mi circonda proprio perchè non lo vedo...

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Re: lezione 7 - lab. 27 novembre - SIMULAZIONE

Messaggio  concetta la rocca il Lun Nov 30, 2009 2:16 pm

LA SIMULAZIONE CHE ABBIAMO FATTO IN CLASSE MI HA PROVOCATO LE SEGUENTI SENSAZIONI: PANICO, INADEGUATEZZA, VERTIGINI, INCAPACITA' DI CONTROLLARE I MOVIMENTI E DI PERCEPIRE L'AMBIENTE INTORNO A ME. NON ERA LA PRIMA VOLTA CHE MI BENDAVO, IN PRECEDENZA L'HO FATTO SOLO PER GIOCO E CON ILARITA', IL CLASSICO GIOCO MOSCACECA. IN QUESTO CASO PER0' ESSENDO DIVERSA LA PREMESSA, LA SIMULAZIONE MI HA UN PO' SCOSSO. SOLO ATTRAVERSO L'ASCOLTO DELLE POESIE SONO RIUSCITA A RILASSARMI E A FAR VOLARE LA MIA IMMAGINAZIONE, PERCEPENDO IL SIGNIFICATO PIU' PROFONDO DI CIASCUNA.
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esperienza di venerdi 27 nov.

Messaggio  Manuela Mattera il Lun Nov 30, 2009 2:21 pm

Salve a tutti!!
io venerdi non ero presente in aula, ma ho letto le poesie...tutte bellissime....e i vostri commenti e mi è venuta in mente un'esperienza vissuta non molto tempo fà, dove anch'io ho vissuto sensazioni simili. Ho partecipato ad una "cena al buio" organizzata dall'Unione Italiana Ciechi, dove venivamo accompagnati dai "non vedenti", in una sala di un ristorante, completamente buia e ci accomodavamo ad un tavolo con persone sconosciute. Dopo esserci sistemati tutti ai tavoli ed aver fatto conoscenza dei componenti del tavolo, è cominciata la cena!!!La prima sensazione che mi torna subito in mente ripensando a queela sera è il senso di soffocamento che ho avvertito dopo pochi minuti che ero entrata nella sala, il fatto di non vedere mi provocava uno stato di malessere mai provato prima e in più ho provato un senso di inadeguatezza nel dover mangiare senza vedere e sapere cosa ci fosse nel piatto...nn nascondo che spesso ho usato le mani per capire...e mangiare Embarassed !!!.....in conclusione posso dire che è stata un'esperienza unica e soprattutto molto interessante, perchè per la prima volta ho toccato con mano cosa vuol dire vivere nel buio...anche se mi rendo conto che la mia esperienza è durata solo 2 ore....ma per i non vedenti dura una vita intera!!...cmq quest'esperienza sicuramente mi ha reso più sensibile nel capire i problemi che queste persone devono affrontare ogni giorno...da quelli più piccoli a quelli più importanti!!!
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Re: lezione 7 - lab. 27 novembre - SIMULAZIONE

Messaggio  Angela de Cristofaro il Lun Nov 30, 2009 2:22 pm

Vi confesso che fino ad ora non avevo mai provato a comunicare con le persone chiudendo gli occhi come se fossi una non vedente e nel non vedere ho provato sensazioni strane che prima non avevo mai provato, come ascoltare senza vedere qualcuno che in quel momento stava parlando e saper individuare da dove veniva quella voce.
Ho meditato sulla difficoltà degli ipovedente… ed in effetti non è semplice nemmeno immaginarlo…il non poter vedere la bellezza della vita, , l’ arcobaleno, il tramonto, il mare , guardare l’infinito…che tristezza! No
Tutti in silenzio ascoltavamo le poesie, in quanto hanno avuto tutte un significato particolare, quella che mi ha colpita di più è "chiamatemi per nome".
Questa poesia ci fa comprendere che non bisogna mai considerare le persone per sottrazione perchè non è la carenza che contraddistingue qualcuno ma le sue doti individuali,la sua capacità di pensare ascoltare sentire nell'unico suo modo personale e specifico.
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RE: simulazione

Messaggio  alessia il Lun Nov 30, 2009 2:23 pm

Questa simulazione è stata per me un'esperienza davvero magnifica.
La sensazione di essere non vedente mi ha sucitato forti emozioni ed ha stimolato in tutti una forte immaginazione sullo sfondo di varie letture da parte dalla prof.
Ciò che più mi ha colpito è stata la poesia " Vorrei...potrei" la cui lettura mi ha trasportata in un mondo fantastico e sconosciuto ma che grazie a quest'esperienza è stato possibile conoscere.
Bisogna impegnarsi un pò di più sull' ascolto e sulla vista e capire che ascoltare e sentire così come vedere e guardare sono cose ben diverse!!!!!!!

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Re: lezione 7 - lab. 27 novembre - SIMULAZIONE

Messaggio  annalisa.avolio il Lun Nov 30, 2009 2:33 pm

Salve , la lezione del 27 è stata particolare , bella , quando ho bendato i miei occhi ho provato strane sensazioni , per prima cosa ho toccato la mia amica , ero più tranquilla perchè al mio fianco c' erano persone di cui mi fidavo , è stato bello ascoltare le poesie perchè c' era un silenzio , quasi tombale .
Quando qualcuno parlava , cercavo di associare la voce ad un volto , e quando non ci riuscivo aumentavo l' angoscia che provavo .
pensavo cento cose , che sono fortunata perchè vedo , cammino , posso andare dove voglio ,essere autonoma ed indipendente , e poi pensavo che quando hai la vista poi perderla per un incidente , una malattia , è ancora più difficile abituarsi alla siuazione .......non lo so , sono cose che mi fanno riflettere tanto ...............................


ERA PROPRIO QUESTO LO SCOPO! FAR RIFLETTERE...... LA PROF

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..poesia..

Messaggio  Manuela Mattera il Lun Nov 30, 2009 2:36 pm

Circa un anno fà una mia cara amica mi fà leggere questa poesia....io ne rimasi molto colpita!!!..ed è per questo che l'ho conservata e mi sembra questo il momento e il luogo più adatto per condividerla!!
Wiesława Szymborska è una poetessa e saggista polacca.
Premiata con il Nobel nel 1996 e con numerosi altri riconoscimenti,ed è generalmente considerata la più importante poetessa polacca vivente.
Tra le sue tante opere.....c'è anche questa....

La cortesia dei non vedenti

Il poeta legge le poesie ai non vedenti.
Non pensava fosse così difficile.
Gli trema la voce.
Gli tremano le mani.

Sente che ogni frase
è quì messa alla prova dell'oscurità.
Dovrà cavarsela da sola,
senza luci e colori.

Un'avventura rischiosa
per le stelle dei suoi versi,
e l'aurora, l'arcobaleno, le nuvole, i neon, la luna,
per il pesce finora così argenteo sotto il pelo dell'acqua,
e per lo sparviero, così alto e silenzioso nel cielo.

Legge -perchè ormai è troppo tardi per non farlo-
del ragazzo con la giubba gialla in un prato verde,
dei tetti rossi, che puoi contare, nella valle,
dei numeri mobili sulle maglie dei giocatori
e della sconosciuta nuda sulla porta schiusa.

Vorrebbe tacere -benchè sia impossibile-
di tutti quei santi sulla volta della cattedrale,
di quel gesto d'addio al finestrino del treno,
di quella lente del microscopio e del guizzo di luce dell'anello
e degli schermi e degli specchi e dell'album dei ritratti.

Ma grande è la cortesia dei non vedenti,
grande la comprensione e la generosità.
Ascoltano, sorridono e applaudono.

Uno di loro persino si avvicina
con il libro aperto alla rovescia,
chiedendo un autografo che non vedrà.

Wislawa Szymborska Very Happy
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simulazione

Messaggio  angela bruno il Lun Nov 30, 2009 2:47 pm

Venerdì 27 novembre, abbiamo vissuto, in aula un’ esperienza molto particolare:mettendoci temporaneamente una benda, ci siamo immedesimate, per un attimo nella vita di un ipovedente.

È stata un’ esperienza , a mio avviso molto forte ed emozionante, sulla quale ho potuto fare una serie di considerazioni;

dal momento in cui abbiamo messo la benda si è sentito subito un gran silenzio, lo sguardo non poteva distrarsi, al buio, e poi la prima cosa che ho fatto è stato toccare tutto ciò che mi circondava, la sedia , la mano della mia compagna, quasi a dover trovare disperatamente un equilibrio che mi era stato improvvisamente tolto dalla benda.

Quindi è come se avessi utilizzato il tatto, come canale sensoriale per la spazialità e l ‘ equilibrio.

Poi , mentre la Dott,ssa Briganti leggeva le poesie , cercavo di sforzare l ‘ udito, è come se in quel momento a vedere non erano più i miei occhi a vedere , ma le mie mani, le mie orecchie e la mia immaginazione…..per me che immaginare è semplice, visto che la mia cecità non è congenita, dal momento che potevo ricordare le forme, i colori , i visi , che per 25 anni i miei occhi hanno potuto osservare e che la mia memoria visiva , ha potuto ricordare, quindi mi sono chiesta…ma come immagina il colore rosso, chi i l colore rosso non l’ ha mai visto?come crede che sia fatto un cerchio?

Non so darmi delle risposte da sola, posso solo cercarle….con la consapevolezza che alcuni secondi prima di togliere la benda mi sono sentita così oppressa da stare davvero male.

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Maria Grazia Sannino

Messaggio  Maria Grazia Sannino il Lun Nov 30, 2009 3:57 pm

Salve a tutti..!!Questa, davvero, una bella lezone!
Sapendo di non sopportare una sciarpa sugli occhi, ho deciso di costruirmi un paio di occhiali per coprire il mi senso...la vista!
Ho fatto ciò per vivere in serenità questo momento , per non avere stati d'ansia e di paura.
Non essere in possesso della vista significa,per me, non essere padrona dell' ambiente che mi circonda, non essere padrona dei propri gesti, non essere padrona del proprio corpo.
Senza occhi non si possono vedere i colori del mare, i figli crescere, i genitori , gli amici.Questo corso mi regala, in tutte le lezioni, nuove emozioni, l'esperienze vissute fino in questo momento mi hanno permesso di crescere e di aprire la mente verso nuovi orizzonti.
Il mio pensiero e le mie preghiere vanno principalmente a tutti coloro che hanno questo problema, a tutti coloro che sono privi di vista, a tutti coloro che non vedono le meraviglie del mondo! Crying or Very sad
Grazie a tutti voi per quello che mi state facendo capire ed apprezzare!

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margherita 7 lezione

Messaggio  Falso Margherita il Lun Nov 30, 2009 4:20 pm

NEL MOMENTO IN CUI HO MESSO IL FOULAR SUBITO, HO SENTITO L'ESIGENZA DI PRENDERE LA MANO DELLA MIA COMPAGNA E PENSAVO DENTRO DI ME STAI CALMA CHE ADESSO PASSA TUTTO.AVEVO TANTA VOGLIA ANCH'IO DI INTERVENIRE COME FACCIO DI SOLITO QUANDO MI LASCIO PRENDERE DALLA DISCUSSIONE, MA AVEVO PAURA NON LO SO IL PERCHè?
ALLA FINE DELLA SIMULAZIONE HO DESUNTO UNA COSA PER ME IMPORTANTE, CHE IN QUEL MOMENTO L'UNICA COSA CHE MI AVREBBE CALMATO SAREBBE STATO UN GESTO DI AFFETTO, CREDO ALLORA CHE TALE PERSONE ABBIANO BISOGNO DI ESSERE CIRCONDATE DALL'AFFETTO. drunken sunny

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SIMULAZIONE

Messaggio  portanova sara il Lun Nov 30, 2009 5:01 pm

LA LEZIONE DI OGGI è STATA TRA LE PIù BELLE...FORSE PER LA PRIMA VOLTA SONO RIUSCITA A GUARDARE SENZA VEDERE.
QUESTO PERCHè HO SENTITO PARTICOLARMENTE VICINE LE COMPAGNE AL MIO FIANCO, ASCOLTANDO IL SUONO DELLE LORO VOCI E PERCEPENDO TUTTI I LORO MOVIMENTI... SOPRATTUTTO DURANTE LA LETTURA DELLE POESIE HO RECEPITO LE PAROLE IN UNA NUOVA FORMA, MI SONO ARRIVATE CIOè PIù FORTI, GRAZIE ALL'IMMAGINAZIONE.
LE PAROLE SEMBRANO AVER PRESO CORPO. è UN Pò QUELLO CHE SUCCEDE QUANDO ASCOLTIAMO LA NOSTRA CANZONE PREFERITA,OD OCCHI CHIUSI. PURTROPPO NON X TUTTI DURA IL TEMPO DI UNA CANZONE, MA DI UNA VITA INTERA.

portanova sara

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Re: lezione 7 - lab. 27 novembre - SIMULAZIONE

Messaggio  Maria Tambaro il Lun Nov 30, 2009 5:39 pm

Qundo ho messo la sciarpa sugli occhi, ho provato una sensazione di pace soprattutto perchè l'essere umano si è complicato la vita rendendosi tutto più frenetico,ovviamente con la consapevolezza di toglierla da lì a pochi minuti...
Una mia amica mi ha dato la mano perchè probabilmente si sentiva isolata e voleva un contatto, la voce della professoressa era molto nitida e chiara e le poesie anche io le ho immaginate come ha detto in aula una collega. Non so cosa provasse una persona che non vede perchè in ogni situazione qualunque essa sia, non potrai mai capire i sentimenti provati da altri; puoi essere empatico ma poi continui la tua vita frenetica di prima. Purtroppo in questa socieà in cui l'unica cosa importante è l'aspetto fisico e il non "fermarsi" credo che sia molto difficile per un diversamente abile riuscire a stare al passo. La nostra società fa finta di essere dalla parte del disabile ma poi ci rendiamo conto a conti fatti,che il messaggio sia delle pubblicità sia di altri media è differente.
Provate a seguire le strisce a terra (quelle gialle o bianche in rilievo per i non vedenti)della metropolitana di piazza medaglie d'oro,vi porteranno dritti verso...un muro, dopo di che scompaiono.

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simulazione

Messaggio  Pommella Maria Orsola il Lun Nov 30, 2009 6:13 pm

Purtroppo non ero presente alla lezione, per cui non ho potuto partecipare alla simulazione e questo mi è molto dispiaciuto. Ma in passato ho partecipato ad una simulazione simile durante un laboratorio, in cui ci si chiedeva di bendarci e camminare accompagnati da un’altra nostra collega. Ricordo che allora ho provato una sensazione di disorientamento, di disagio. Sentivo la necessità di aggrapparmi alla mia collega; mi sentivo persa! Questo mi fa riflettere sul fortissimo disagio di un cieco nel condurre la sua vita nel buio.
Tra le poesie, mi è piaciuta molto “Chiamatemi per nome”

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lezione 7

Messaggio  rosaria zannini il Lun Nov 30, 2009 6:19 pm

... è normale che per una persona che ha fatto della vista un punto di riferimento della propria vita, delle proprie senzazioni e delle proprie emozioni, ritrovarsi all'improvviso al buio significa aver perso tutto d'un colpo. C'è infatti da distinguere tra chi ha perso la vista e chi non l'ha mai ricevuta. Nel primo caso è sicuramente più traumatizzante perchè la persona che ha tale perdita sa esattamnete cosa ha realmente perso; i visi dei propri cari, gli amici che ti circondano, le bellezze del mondo e della natura ma anche semplicemente i colori, la luce del sole, il tramonto che lentamente porta al buio della notte ma che ora diventa permanente. La persona ora diventa disabile e dovrà abituarsi ad affrontare la vita con gli altri sensi e soprattutto a doversi fidare delle persone che ti sono vicine. Chi invece il dono della vista non l'ha mai avuto, tutto questo lo ha imparato nel tempo e a sue spese. La vita in questo caso è dura fin dall'inizio e questa persona ha imparato a muoversi e a ragionare con il buio della mente, con gli odori che lo avvolgono, con le voci della persone che gli stanno accanto sviluppando un senso o un muscolo che gli è servito più di tutti...cioè il cuore. Ecco la nostra esperienza ad occhi chiusi forse è stata troppo breve ma ci dovrebbe insegnare a capire chi non vede con gli occhi ma con il cuore, in genere le persone che hanno tali problemi sono più sensibili; sensibilità che invece manca a noi quando siamo spavaldi e ci prendiamo gioco delle vita.
questa esperienza ci dovrebbe insegnare ad avere maggior rispetto dei disabili a prescindere dalla loro mancanza....

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Re: lezione 7 - lab. 27 novembre - SIMULAZIONE

Messaggio  claudia ciampo il Lun Nov 30, 2009 6:37 pm

Questa simulazione è stata molto interessante. Non si è infatti trattato solo di una semplice simulazione dello stato di "non vedente", ma molto di più. O, almeno l'obiettivo della docente, credo sia stato soprattutto quello, attraverso una serie di strategie come la recitazione di poesie scritte da disabili e il tono della voce, di farci entrare in una dimensione, che non sarebbe stata raggiunta semplicemente attraverso l'uso della benda sugli occhi (che già, di per sè, è molto più efficace del solo "chiudere gli occhi). L'essere bendate, ci ha permesso di entrare a contatto con noi stesse, con il nostro sentire. Subito in aula, si è interrotto quel fastidioso e inevitabile brusio che caratterizza il paesaggio sonoro di un ambiente dove ci sono tante persone che inevitabilmente entrano in interazione con tutti i loro sensi a disposizione, attraverso la parola. L'aver perso il senso della vista, ci ha portate a dover far lavorare di più gli altri sensi, in particolare l'udito, ecco perchè abbiamo dovuto penalizzare per forza la parola. Già questa considerazione, costituisce un grande insegnamento per noi, perchè ci ha fatto capire come sia importante, per una persona non vedente non trovarsi in una situazione di confusione, di riconoscere con chiarezza la provenienza dei suoni evitando le sovrapposizioni, suggerendoci quindi il giusto modo di porsi nei confronti di un bambino con questo tipo di disabilità.
Molto interessante è stata anche la lettura delle poesie perchè abbiamo notato come, senza la vista, la nostra attenzione nell'ascolto sia migliorata e come le immagini che esse evocavano si realizzavano più concrete e chiare nellaostra mente, non distratta dall'esterno, dandoci la possibilità di interiorizzare meglio le tematiche trattate, vicine anche alla situazione che stavamo vivendo.
Personalmente, mi è piaciuta molto la poesia di Rebecca. E' il genere di poesia che mi piace, al di là della tematica, quasi una canzone triste, intimista e strugente della solitudine del disabile.
Quello che ho provato? Ho fatto molti interventi durante questa esperienza. Io mi sono sentita molto benen a dire la verità.....chiaramente perchè sapevo che era un'esperienza che sarebbe finita e mi sono un pò dispiaciuta quando la docente ha detto di toglierci le bende. Ho provato un grande senso di pace, il piacere del silenzio, dell'ascolto del mio respiro e delle voci esterne, dell'essere toccata con dolcezza per avvisarmi che era il mio turno di parlare.

claudia ciampo

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Re: lezione 7 - lab. 27 novembre - SIMULAZIONE

Messaggio  CONCETTA D'AMELIO il Lun Nov 30, 2009 7:22 pm

se qualcuno di voi vuole ripetere l'esperienza, ogni tanto si organizzano le cene al buio.. senza bende però, ma davvero al buio..difficile mangiare una pizza così.. ma aiuta a far capire e conoscere altri mondi, si perchè il mondo non ha un unico punto di vista.. per info contattatemi

CONCETTA D'AMELIO

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Re: lezione 7 - lab. 27 novembre - SIMULAZIONE

Messaggio  lucia aversano il Lun Nov 30, 2009 7:38 pm

Purtroppo venerdi non sono potuta essere presente a lezione, però ho voluto allo stesso modo provare (anche se per pochi minuti) cosa significasse vivere la cecità, per questo ho fatto la stessa simulazione a casa.
Nonostante mi trovassi in un ambiente per me familiare, le sensazioni iniziali che ho avuto sono state di ansia e panico. Era come se mi sentissi "fuori luogo" nella mia stessa casa, cosi ho immaginato come potesse essere la vita di queste persone, con la consapevolezza che quei pochi minuti per me rappresentassero un intera vita per loro, e devo dire che non è stato facile.
Bellissime anche le poesie..davvero molto significative e toccanti, fanno capire quanto forti siano queste persone perchè riescono a vivere la diversità senza considerarla un ostacolo.

lucia aversano

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Messaggio  giuseppinadicaterino il Lun Nov 30, 2009 7:49 pm

Salve a tutti....
la lezione di venerdì è stata per me molto significativa,siamo state al buio con gli occhi coperti per capire quanto è difficile vivere senza la vista. In quei 15-20 minuti al buio ho provato una brutta sensazione e appen la professoressa ci ha invitato a smettere la simulazione mi sono sentita rinascere.

giuseppinadicaterino

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Re: lezione 7 - lab. 27 novembre - SIMULAZIONE

Messaggio  La Manna Rossella Anna il Lun Nov 30, 2009 7:58 pm

Ritengo che la simulazione proposta dalla professaressa sia stata un'esperienza molto significativa, ma non nuova per me. Ricordo che un'altra prof.ssa, in un'altra scuola, in un'altra età (scuola media) mi invitava spesso a fare quest'esperienza. Ci chiedeva di chiudere gli occhi per sperimentare diverse situazioni. Prima di tutto ci invitava ad "ascoltare il silenzio", ascoltare suoni e rumori in lontananza che mai avremmo sentito se non avessimo avuto gli occhi chiusi e fossimo stati zitti. Ma il momento più gratificante di questa particolare strategia era l'ascolto di odi o racconti particolarmente avvincenti. Lei ci leggeva lo stesso testo avendo prima gli occhi aperti e poi successivamente ad occhi chiusi. La differenza di attenzione e di interpretazione era sicuramente sostanziale. Ancora oggi quando ascolto un testo particolare sono portata a chiudere gli occhi per avvertire meglio le emozioni che mi trasmette. La professa Briganti mi ha dato, ancora una volta, la possibilità di rivivere quei momenti, pensando anche a quelli che purtroppo non hanno l'uso della vista e che quindi possono cogliere emozioni anche con la vista. Tra le poesie lette in aula quella che più mi ha sbalordito è stata "chiamami per nome". Negli ultimi due anni, l'ho letta e riletta centinaia di volte (l'avevo già citata nella discussione di diverso e disabile prima che fosse letta in aula), ma mai e poi mai avevo colto tanta profondità in quei versi, come in quet'esperienza.

La Manna Rossella Anna

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Re: lezione 7 - lab. 27 novembre - SIMULAZIONE

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